Quattro mesi per aspettare il primo Sin-caraz dell'anno, e i due fuoriclasse non hanno certamente tradito le aspettative. Montecarlo incorona il suo nuovo re, o meglio principe: Jannik Sinner torna numero 1 al mondo e conquista il primo grande titolo sulla terra rossa della carriera, piegando Carlos Alcaraz nella finale del Masters 1000 del Principato con il punteggio di 7-6 6-3. In una giornata resa complicata dal vento sul Court Rainier III, Sinner e Alcaraz hanno dato vita al diciottesimo capitolo di una rivalità sempre più iconica. Ma ancora una volta, quando la tensione sale, è l'azzurro a prendersi la scena con autorità, freddezza e una qualità di gioco semplicemente devastante. Il primo set è una battaglia nervosa, condizionata dalle raffiche che disturbano il servizio e la precisione da fondo. Il parziale si decide al tiebreak, dove Sinner conferma la sua straordinaria solidità mentale e chiude 7-6.
Nel secondo set lo spagnolo prova a reagire e trova anche un break in avvio, ma la risposta di Sinner è da campione assoluto. Il controbreak arriva con forza, poi l’allungo decisivo: il gioco dell’azzurro diventa un martello continuo, insostenibile anche per un talento come Alcaraz. Dopo due ore e 15 minuti, il verdetto è scritto: Sinner trionfa, alza il suo primo trofeo a Montecarlo e mette in fila il quarto Masters 1000 consecutivo dopo Parigi, Indian Wells e Miami. Con questo successo, il 24enne di San Candido sale a quota 27 titoli ATP, di cui otto nei 1000, e soprattutto si riprende il trono del tennis mondiale. È il ritorno del numero uno. È la consacrazione definitiva. È l’era Sinner.