Sono Verona e Rimini le due finaliste della Coppa Italia della Serie A2 di basket. Veneti e romagnoli hanno eliminato Pesaro e Brindisi nel primo atto delle Final four targate Lega nazionale pallacanestro e ospitate al Flaminio di Rimini.
Davanti al Ct della Nazionale italiana, Luca Banchi, presente sugli spalti, la prima a qualificarsi è stata Verona, in una sfida tiratissima contro la VL, decisa principalmente dal tiro da 3 punti. Bene, benissimo i gialloblù, eccellenti nel primo quarto, con sei triple segnate, e capaci di chiudere la gara con 12 tentativi su 26 a bersaglio, quasi il 50% di efficienza, molto male Pesaro, che è arrivata al quarto periodo con soli 4 tiri su 21 entrati. E pensare che Verona, in stagione, è una delle peggiori nel tiro da lontano, ma stavolta si è svegliata specialista di questo fondamentale.
Nell'arco della gara si è però vista la solidità della rosa dei biancorossi, primi non per caso in campionato e capaci di rientrare due volte a contatto con Verona, nonostante le tantissime triple sbagliate, mettendola sul piano fisico e proponendo un basket vecchio stile, giocato soprattutto nel pitturato. Sotto di 10 punti a metà gara, i marchigiani hanno pareggiato i conti nel corso del terzo quarto e poi a metà dell'ultimo periodo sono addirittura tornati avanti. Tuttavia, ogni volta che la partita sembrava pendere a proprio favore, Pesaro tornava a sciogliersi, tra tiri fuori misura, due errori pesanti di Maretto ai liberi e alcuni cambi discutibili di Leka. Dall'altro lato, un Justin Johnson in versione extralusso martellava (22 punti segnati, tra cui la tripla decisiva) mentre Loro demoliva il canestro nel finale con due schiacciate clamorose e una pesantissima bomba da 3.
La seconda sfida è stata ricca di errori per tre quarti, da un lato e dall'altro, vinta dalla squadra che meglio ha saputo interpretare il finale di partita. Apertura a favore di Brindisi, che sembrava poter scappare. Con Rimini imballatissima, i pugliesi, trascinati da Esposito, hanno chiuso avanti di 8. Nel secondo periodo è stato Cinciarini a prendersi la scena, ma pian piano i padroni di casa hanno migliorato le proprie percentuali e, grazie a una fiammata da sette punti del giovane Sankare, sono andati all'intervallo sul 35 pari.
Nel terzo quarto la gara ha cambiato padrone, con Brindisi fallosa e imprecisa e Rimini trascinata dalle giocate di Alipiev – due bombe da tre e un assolo nel pitturato – e ancora Sankare e Marini, mentre il coach pugliese, Bucchi, si prendeva un tecnico per proteste. Brindisi arriva all'ultimo quarto sotto di sette, tenuta a contatto solo da un Copeland cresciuto tantissimo e giunto a 20 punti nei primi 30 minuti di gara. Il suo quarto fallo in apertura dell'ultimo quarto, però, lo ha di fatto estromesso dalla gara, fino al possesso conclusivo. E allora Alipiev e Marini per Rimini e Cinciarini ed Esposito dall'altro portavano la partita al punto a punto. L'ultimo, decisivo, possesso è stato in mano a un Denegri oggi in versione maratoneta: scarico su capitan Tomassini e bomba conclusiva che vale l'86-85, la finale e il delirio del Flaminio. Domenica, alle 19.45, l'ultimo atto della coppa.