Una regular season tra alti e bassi, chiusa a metà classifica, la vittoria della Coppa Italia di Serie A2, poi dei playoff cominciati con gli sfavori del pronostico e conclusi nuovamente in finale, a un passo dalla promozione in massima serie, dopo aver eliminato Livorno, Pesaro e Cividale. Per la Rinascita Basket Rimini è stata una stagione che definire ricca di emozioni sarebbe un eufemismo, vissuta al massimo dall'avvio al termine e che rimarrà comunque negli annali, nonostante il sogno infranto sul più bello, come ammette capitan Giovanni Tomassini: "Se si guarda il finale, è ovvio che due volte di fila perdere il campionato bruci tanto, però bisogna anche guardare le cose a 360°, tutti i problemi, come ci siamo arrivati, la scalata finale - commenta a margine della risistemazione del campetto di Falciano -. Quindi c'è il rammarico per non aver fatto quell'ultimo passo, ma c'è anche la soddisfazione di aver superato dei problemi e di aver fatto una grande andata".
In un Flaminio sempre pieno e che aveva dato una bella spinta...
"Sì, bisogna dirlo assolutamente. Ma è banale, perché comunque il Flaminio c'è sempre stato e negli ultimi momenti della stagione ha dato veramente una spinta incredibile. In finale non ci arrivi solo col talento e con la fortuna, solo con i giocatori e con lo staff, ma ci arrivi con tutto quello che è la città e la risposta di Rimini è stata super".
Continui a Rimini?
"Sì, è stato ufficializzato, quindi si continua, anche perché c'è da portare a casa un lavoro".