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Addio a Bagnoli, lo Schopenauer della Bovisa

di Roberto Chiesa
17 lug 2026

Se ne va nel silenzio che ha sempre preferito al clamore e al rumore, se ne va pochi giorni dopo aver timbrato i 91, se ne va il mago della porta accanto. Osvaldo Bagnoli, l'ultimo a vincere uno scudetto in provincia, con un Verona che mai prima e mai dopo, con giocatori che mai prima e mai dopo dei quali era un po' maestro severo e un po' padre buono. Rimini, poi la A col Cesena, il miracolo a Verona, la Uefa con il Genoa. Tutta roba di provincia e anche l'Inter lui milanese di nascita, lo Schopenauer della Bovisa per Brera, che lo collocò tra gli immortali prima ancora del meritato posto nella hall of fame. Una moglie, due figlie, quel poco che si sa di una vita privata protetta, baluardo e porto sicuro anche negli anni dell'esposizione mediatica. Il suo era un calcio semplice e innovativo, fatto di un regista difensivo, un jolly davanti e tanti uomini che venivano rigorosamente prima dei numeri e dei dogmi. Parlava con gli occhi, incassava complimenti e cazzotti con la stessa alzata di spalle. Si definiva grazie al calcio “un pensionato sereno”. Ha salutato tutti dopo aver realizzato il suo sogno. Quello di vivere da uomo normale.


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