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Il Rimini Calcio verso una nuova proprietà: arriva Nicola Di Matteo

L'imprenditore di origine campana firma preliminare con la Building Company. Nel suo passato esperienze in chiaro scuro in tante società tra cui Santarcangelo e Imolese

7 nov 2025
Il Rimini Calcio verso una nuova proprietà: arriva Nicola Di Matteo

Il Rimini Calcio si appresta a passare di mano. Dopo settimane di trattative e di indiscrezioni, ieri sera è arrivata una nota ufficiale in cui la attuale e contestata proprietà della Building Company S.r.l. comunica di aver sottoscritto un contratto preliminare per la cessione del 100 % delle quote societarie al gruppo guidato dall’imprenditore Nicola Di Matteo, che già questa estate aveva palesato interesse per subentrare alla proprietà Di Salvo-Petracca.

Nel comunicato stampa del club, la presidente uscente Giusy Anna Scarcella dichiara: "In questi mesi abbiamo lavorato con grande senso di responsabilità per tutelare il Rimini F.C. e garantirgli un futuro. Alla luce delle circostanze, non era più possibile da parte mia assicurare la continuità gestionale e finanziaria necessaria al club. Desidero ringraziare il gruppo guidato da Nicola Di Matteo per aver accolto la sfida con determinazione, consentendo al Rimini di proseguire il proprio cammino e di mantenere viva la sua identità". Oggi è previsto il pagamento finalizzato al dissequestro delle quote pignorate dall'ex proprietario Alfredo Rota e il conseguente passaggio di consegne alla nuova proprietà.

Chi è Nicola Di Matteo

Nicola Di Matteo è un imprenditore nel settore edile/immobiliare con base nel reggiano. Come spiega nel suo sito web, la sua è una storia di emigrazione. Nato nel luglio del 1952 a Villa Literno, in provincia di Caserta da una famiglia di contadini, decide di cercare fortuna in Emilia. Qui, partendo da manovale, nel corso degli anni riesce a costruire una carriera imprenditoriale importante. La passione per il calcio lo ha portato negli anni ad essere socio o dirigente in modo saltuario di svariate società.

In Romagna è stato direttore generale del Santarcangelo Calcio nel 2016 e ancora prima, dal 2003 al 2005, presidente dell'Imolese dove non lasciò buoni ricordi. Poi negli anni è stato a Centese, Spal, Mantova (2014-15), Teramo (2019), Grosseto (2021-22), Chieti (poche settimane nel 2024). Nell'ultima estate il suo nome è stato associato a trattative per acquisire l'Ancona oltre che il Rimini. 

A Teramo, nel giorno della sua presentazione a socio, le sue parole alla tv locale Vera Tv lo fecero finire nella bufera: "Dire che la camorra è una montagna di merda proprio no. La considero una scelta di vita: loro hanno rispettato me e io ho rispettato loro". Di Matteo cercò di spegnere le polemiche spiegando di non essersi spiegato bene. 

Cosa farà a Rimini Di Matteo, lo dirà il tempo e con quali presupposti si possa subentrare a una gestione così, con una classifica così e con lo scenario migliore ipotizzabile di una semplice retrocessione in D, pure tutte queste domande restano sospese tra il tempo e il sentito dire. Con altri 3 punti di penalizzazione sul groppone per un totale di 15, senza tifosi e senza Stefano Gianmarioli (dimesso per manifesta incompatibilità con la situazione), la squadra torna in campo domani a Piancastagnaio dove i ragazzi di D'Alesio dovranno senza meno provare a vincere.

Forse non basterà, certo con sarà colpa loro, ma la mission impossibile chiamata salvezza impone di far punti. Sempre. Per chi può invece permettersi il lusso di guardare solo al campo il week end propone un Perugia-Arezzo trappola per la capolista. Con il Ravenna, che al Benelli aspetta una Torres che inaugura il nuovo corso, spettatore interessato. Viaggia il Forlì in classifica e viaggia anche su strada per raggiungere la tana della Juventus Next Gen.





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