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Rimini, c'è una sola strada per rinascere

Rimini calcio Una sola manifestazione di interesse per il titolo sportivo, ed è quello della cordata di imprenditori riminesi. Adesso non sono più ammessi passi falsi: il futuro del calcio biancorosso è appeso all'esame della FIGC.

di Lorenzo Giardi
18 lug 2026

Il calcio riminese ha trovato una candidatura a cui aggrapparsi. Alla chiusura dei termini fissati dal Comune è arrivata una sola manifestazione di interesse per l'assegnazione del titolo sportivo che consentirebbe alla città di ripartire dal campionato di Eccellenza. Una sola cordata, un solo progetto, una sola occasione per evitare che il vuoto lasciato dal fallimento della precedente esperienza si trasformi in una ferita ancora più profonda. L’anno zero della nuova Rimini Calcio riparte dal numero 10. Quello degli imprenditori che ci hanno messo la faccia e si sono già presentati a stampa e pubblico. Ci sono professionisti, e soprattutto tifosi del Rimini: Massimiliano Alvisi, Giuliano Lanzetti, Antonio Cocciolo, Orfeo Bianchi, Marco Lombardi ed anche quel Giorgio Grassi già Presidente dei biancorossi. E a loro si è aggiunto anche l'imprenditore sammarinese Roberto Benedettini. Non è ancora il momento dei festeggiamenti. Anzi, è il momento della massima attenzione. La candidatura dovrà ora superare il vaglio della commissione comunale e, successivamente, ottenere il via libera della FIGC. Soltanto allora la rinascita potrà trasformarsi da speranza a realtà. Il fatto che sia arrivata una sola proposta racconta due facce della stessa medaglia. Da un lato c'è la volontà di non lasciare morire una delle piazze più importanti della Romagna; dall'altro emerge tutta la difficoltà di investire oggi in un calcio che richiede risorse, competenze e una progettualità di lungo periodo. Chi si è fatto avanti sa di assumersi una responsabilità enorme: non solo costruire una squadra, ma restituire identità, credibilità e fiducia a un'intera comunità sportiva. Rimini non può permettersi un'altra falsa partenza. Dopo settimane di incertezza, il tempo delle promesse è finito. Servono una società solida, una governance trasparente e un programma che guardi oltre il risultato della domenica. Ripartire dall'Eccellenza significherà ricominciare dal basso, ma con l'ambizione di riportare il club nel calcio professionistico attraverso una crescita graduale e sostenibile. Ora il pallone passa agli organi competenti. Le prossime ore saranno decisive per capire se quella presentata sarà davvero la candidatura capace di raccogliere l'eredità del Rimini e di riportare il biancorosso dove merita. Perché oggi il calcio riminese non si gioca una semplice iscrizione a un campionato: si gioca il diritto di tornare ad avere un futuro.





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