Ospite di "Cose di Calcio", l'allenatore Roberto Landi:
"Guardo pochissimo calcio italiano, rimango informato per una questione professionale e di ideologia professionale sicuramente, però non mi diverto perché non mi diverto a vedere queste partite. Mi sono divertito ultimamente a vedere Juventus-Inter e Juventus in Champions League, perché vedi delle squadre che giocano aperte, non speculando sul passaggio, non speculando sul risultato. Questo lo vediamo anche in giro per il mondo. Io ho girato il mondo, nei pub, nei ristoranti, negli alberghi, vediamo gli altri campionati e non vediamo il campionato italiano. Quindi vai in un pub a Kuala Lumpur, in Indonesia o in Malesia e vedi la Premier League o la Bundesliga, non vedi l'italiano, ma neanche se c'è Juventus-Milan o Juventus-Inter. Quindi questo ti deve fare riflettere un pochettino di quello che è il sistema calcistico italiano in questo momento.
L'ultima domanda te la faccio su Rimini, che è un pezzo del tuo percorso, della tua storia e credo anche del tuo cuore. Quanto male ti fa vederlo così?
"Sicuramente io non sono riminese, sono un adottato e ringrazio la città di Rimini di avermi adottato. Però siamo ripartiti dall'eccellenza nel 2016, io, Pietro Tamai, Walter Berlini, Sergio Santarini, Marco Mercuri e abbiamo portato questa squadra in due anni nei professionisti. Vedere questo scempio mi lascia molto, ma molto perplesso. Cercherei di dare una mano a queste persone, che però vedo che rimangono sempre nel loro fortino, non hanno piacere di avere consigli da persone che non hanno nessunissimo interesse ad entrare, a far parte del management della Rimini Calcio, ma magari un'informazione in più le potrebbero dare".