Da un lato c'è una squadra ricca di giovani talenti, che si vuole rifare dopo un Mondiale andato sorprendentemente male, rispetto a quelle che erano le attese, e che la scorsa settimana ha quasi scucito un punto alla Francia, a Parigi. Dall'altra c'è una squadra che è chiamata a ricostruire tutto e ci sta provando, ma il il cui primo tentativo è andato a vuoto. Turchia - Italia, seconda giornata del gruppo 1 della Lega A di Nations League, è già una partita da dentro o fuori, non una finale, bensì una gara cruciale per le due Nazionali indiziate a giocarsi la permanenza al piano più alto della competizione, in un girone complicatissimo.
Entrambe arrivano da una sconfitta, ma quella dei turchi per 1-0 in Francia poteva essere messa in conto, mentre il 2-0 subito in casa dall'Italia, per mano del Belgio, racconta di un gruppo ancora tutto da ricostruire. A Bursa, nella caldissima Timash Arena (lo stadio a forma di coccodrillo), gli ex compagni di reparto nell'attacco della Sampdoria 1996-97, Roberto Mancini e Vincenzo Montella, si giocano tanto. Se al ct della Turchia mancheranno due pilastri come Yildiz e Calhanoglu, fuori per infortunio, quello dell'Italia, che comunque non avrà giocatori come Dimarco, Cristante, Locatelli e Spinazzola, ritrova Bastoni in difesa, ma ha volontariamente rinunciato a Barella, lasciato in Italia insieme ad altri nove azzurri convocati.
"Spazio ai giovani" è il mantra che ripete Mancini, all'inizio di un percorso che non sa ancora se sarà lungo o corto, ma che di sicuro richiederà un po' di tempo. E allora in Turchia, nonostante l'assenza di indizi riguardanti la formazione che proporrà, dovrebbe scattare l'ora anche per altri di questi giovani. Su tutti Kayode, pronto a rilevare Di Lorenzo nella posizione di terzino destro sin dall'inizio, e chissà che in corsa non tocchi anche ad altri, quali Doumbia o Inacio. Solo sul campo il ct darà le proprie risposte, covando la speranza che il campo stesso ne fornisca a lui e alla Nazionale.