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A San Marino 18 giovani da Israele e Palestina per creare ponti: ecco “Un calcio per la pace”

Dal 23 al 28 agosto, i ragazzi (ebrei, musulmani e cristiani) arriveranno sul Titano per una serie di iniziative e alcune giornate di sport

19 ago 2026
Da sinistra: Rossano Fabbri, Giorgio Gasperoni e Alan Gasperoni
Da sinistra: Rossano Fabbri, Giorgio Gasperoni e Alan Gasperoni

Lo sport come ponte tra culture, per favorire l'incontro dove ora c'è uno scontro. Dal 23 al 28 agosto San Marino accoglierà 18 ragazzi di 13 e 14 anni, sei ebrei, sei musulmani e sei cristiani, provenienti da Israele e Palestina, tramite il progetto "Un calcio per la pace". L'iniziativa prevede allenamenti congiunti, partite amichevoli di calcio a squadre miste e momenti di incontro con istituzioni e realtà locali come la Fsgc. I ragazzi faranno anche attività culturali e ricreative insieme ai coetanei sammarinesi.

L'iniziativa è organizzata da Universal Peace Federation San Marino in collaborazione con Upf Israele. Giorgio Gasperoni, della costola sammarinese della federazione, commenta così: "Un calcio per la pace è nato qui a San Marino. Giovani della Terra Santa, ebrei, musulmani, cristiani, drusi, che lì non hanno la possibilità di conoscersi e di incontrarsi, hanno la possibilità di farlo qui, un Paese di pace, neutrale, accogliente, dove possono fare amicizia, incontrarsi. È veramente positivo per loro perché si sentono accolti e abbracciati".

A sottolineare la bontà di intenzioni dell'iniziativa c'è un aneddoto che Gasperoni aggiunge: "Ho ricevuto proprio in questi giorni una testimonianza di un loro allenatore proprio, che racconta una storia simpatica. I ragazzi giocavano insieme e uno arabo, musulmano, ha fatto un assist molto bello a uno ebreo, che ha segnato. Loro sono corsi ad abbracciarsi, sono stati contenti e quindi hanno fatto amicizia. Questo, è chiaro, non risolve i problemi che ci sono nella società, però crea amicizia e noi siamo convinti che prima degli accordi siano necessarie relazioni umane. Questo progetto fa proprio ciò, creare relazioni umane".

L'iniziativa è sostenuta dalle Segreterie di Stato per lo Sport, gli Affari esteri e il Turismo. Il segretario per lo Sport, Rossano Fabbri, parla così dell'evento: "Il calcio, con la sua capacità di unire e di parlare un linguaggio universale, diventa in questa occasione strumento di dialogo e di speranza. Accogliere a San Marino giovani israeliani e palestinesi significa dare concretezza al valore dello sport come ponte tra culture e come veicolo di pace. La nostra Repubblica, piccola ma sempre attenta a questi imprescindibili valori, vuole dimostrare che anche attraverso un pallone si può seminare fiducia e costruire relazioni fruttifere e destinate a durare nel tempo".

Secondo il segretario per gli Affari esteri, Luca Beccari, "in un tempo in cui i conflitti sembrano prevalere sulle possibilità di incontro, la nostra Repubblica vuole ribadire la propria vocazione a essere ponte tra culture e generazioni. Ospitare giovani israeliani e palestinesi significa dare un segnale concreto: la diplomazia non si esercita soltanto nelle sedi istituzionali, ma anche attraverso gesti semplici e universali come il gioco. Il calcio diventa così un linguaggio di pace che supera barriere e diffidenze, e San Marino si conferma luogo dove la speranza può germogliare e trasformarsi in relazioni durature".

Infine, il segretario per il Turismo, Federico Pedini Amati, aggiunge: "San Marino si conferma terra di incontro e di responsabilità. Ospitare l’iniziativa significa rafforzare l’immagine del nostro Paese come luogo capace di accogliere e valorizzare esperienze che uniscono popoli e generazioni. Il turismo non è solo scoperta di luoghi, ma anche occasione di dialogo e di crescita: con questo progetto vogliamo mostrare che la bellezza di San Marino si misura anche nella sua capacità di promuovere valori universali".





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