3 allenatori, altrettanti DS, un DG – Di Chio, fresco fresco di arrivo – 28 nuovi innesti annunciati dal via al campionato e un solo giocatore a referto sia nella prima a Termoli che nell'ultima col Pomezia. Questi i – surreali – numeri di un San Marino in continua rivoluzione, privo di punti fermi e, di conseguenza, in grande difficoltà fuori e dentro il campo. Sempre in bilico tra retrocessione diretta e playout e con uno spogliatoio in continuo mutamento: gli ultimi addii, in ordine cronologico, sono quelli di due titolari come il portiere Meli e l'attaccante Gasperoni, che a inizio mese invocava una maggiore vicinanza della società alla squadra: entrambi assenti domenica con l'UniPomezia, entrambi ai saluti. E nel nutrito gruppo di fuoriusciti ci sono anche gli unici sammarinesi che erano rimasti in rosa, Fabbri e Tosi, ora al Tropical Coriano e alla Lucchese.
Questo per quel che riguarda i giocatori, poi c'è la questione del tris di direttori sportivi e di allenatori. Per il DS, Deoma ha salutato a inizio ottobre per fare spazio a Ferroni, dirottato a direttore tecnico dopo la polemica sul rompete le righe natalizio, negato dal presidente e confermato dall'allenatore. A ridosso di capodanno il ruolo è passato a Dipierro, attualmente stabile al suo posto.
In panchina invece si era partiti con Malgrati, 4 ko in fila al pronti-via. A ottobre c'era stato un colpo di vita con 8 punti in 4 gare, poi un alternarsi di ko e vittorie fino al successo col Sora del 30 novembre. L'ultimo sin qui, 10 giornate or sono: poi l'esonero di Malgrati alla 17ª – dopo il pari con la Sammaurese fanalino di coda – e l'arrivo di Ingenito, dimessosi ieri dopo un ruolino di 2 punti in 7 turni. Puntare sui giovani non ha pagato, dunque ora sotto con Oberdan Biagioni: 20 anni di carriera alle spalle – con tanta D e 6 panchine in C – e già chiamato, con successo, a sostituire Cascione nella passata stagione, chiusa con la salvezza diretta.
A riguardo, a oggi, oltre a Sammaurese e Castelfidardo, retrocederebbe direttamente anche il Chieti terzultimo: con l'eventuale avversaria negli spareggi non devono esserci più di 7 punti, mentre gli abruzzesi sono a -8. Dunque l'unico playout sarebbe tra San Marino e Recanatese, appaiate a quota 20: allo stato delle cose, il riferimento per la salvezza diretta sono Termoli e Sora, lontane 6 punti. A 10 giornate dal termine non è una distanza incolmabile, ma può apparirlo per un San Marino che nelle ultime 10 non ha mai vinto e ha uno spogliatoio in continua rivoluzione, di uomini e di animi.