L'edizione 2026 della Dakar si conclude una pagina indelebile nella storia del motorsport, segnata dal dominio di un veterano tra le auto e da un finale incredibilmente serrato tra le moto. Nella categoria Ultimate, Nasser Al-Attiyah si conferma l'indiscusso re del deserto. Il pilota qatariota ha conquistato il suo sesto titolo assoluto, portando la Dacia sul gradino più alto del podio per la prima volta nella storia del marchio, e questo alla sua sola seconda partecipazione ufficiale al rally. Al volante della Dacia, Al-Attiyah non si è limitato a gestire il vantaggio: ha voluto suggellare il trionfo vincendo anche la tredicesima e ultima frazione a Yanbu, portando il suo record personale a 51 vittorie di tappa in carriera. .Alle sue spalle, la competizione è stata feroce. La Ford ha festeggiato un risultato eccellente piazzando due vetture sul podio: lo spagnolo Nani Roma ha chiuso al secondo posto con un ritardo di 9 minuti e 42 secondi, mentre lo svedese Mattias Ekstrom ha difeso con i denti il terzo posto. Se tra le auto il distacco è stato netto, tra le moto si è consumato il finale più drammatico di sempre.
L'argentino Luciano Benavides della KTM ha vinto il suo primo titolo Dakar superando l'americano Ricky Brabec per soli due secondi nella classifica generale: è il margine di vittoria più ridotto nella storia della competizione. Brabec, che guidava la classifica fino all'ultimo giorno, ha visto sfumare il sogno a causa di un errore di navigazione negli ultimi tre chilometri della tappa finale, permettendo a Benavides di compiere il sorpasso decisivo proprio sul traguardo. Da segnalare anche la prestazione del giovane spagnolo Edgar Canet, che nell'ultima giornata è diventato il più giovane vincitore di tappa nella storia della Dakar.