Plurititolati, con enorme esperienza e una lunga carriera alle spalle, ma mai senza voglia di vincere e di sfidare se stessi. Guido Guerrini e Artur Prusak, italiano uno, franco-polacco l'altro, sono nuovamente campioni del mondo di ecorally, il circuito in cui si corre su auto alimentate a energia alternativa, ma stavolta con qualcosa di diverso: innanzitutto, si sono invertiti i ruoli, con Guerrini pilota e Prusak co-pilota, poi hanno corso sotto alla bandiera sammarinese. Una grande soddisfazione per entrambi, con l'italiano che commenta così: "Proprio qui a San Marino sono nati gli ecorally, sono nate le gare automobilistiche per le auto a energie alternative ed è bello che finalmente, circa vent'anni dopo, riusciamo a portare il titolo mondiale in questa fantastica e antica repubblica".
Com'è nata la collaborazione con San Marino e com'è nato questo cambio di ruolo al volante?
"Il cambio di ruolo è uno sfizio che qualche anno fa Artur e io abbiamo avuto, nel dire 'vogliamo essere i primi nella storia del motorsport a vincere il mondiale in entrambi i ruoli', perché non è una cosa facile perché sia il co-pilota, sia il pilota, sono due professionalità ben distinte. La collaborazione con Fams e San Marino è nata semplicemente dal fatto che con massima onestà la federazione italiana ci disse che non era in grado di supportare il nostro progetto e di conseguenza abbiamo bussato alle porte del vicino. Un vicino che come storia, cultura, tradizioni può essere paragonato naturalmente all'Italia. Avevamo la possibilità di poter andare anche molto lontano dall'Italia, ma sembrava una scelta folle, visto che avevamo l'opportunità di restare per lo meno lungo gli Appennini".
Emozionato, in udienza Prusak ha ringraziato San Marino per l'opportunità, citando un suo illustre connazionale come papa Giovanni Paolo II, cominciando il proprio discorso con le stesse parole con cui il pontefice si annuncio al mondo, a Roma: "Se mi sbaglio, mi corriggerete". L'intervista a fine evento l'ha rilasciata in inglese, ma ha dato appuntamento all'anno prossimo, promettendo di imparare l'italiano: "La stagione è stata molto difficile - dice -. Abbiamo avuto una grande competizione, ma penso che siamo riusciti a lavorare perfettamente insieme, così come avevamo già fatto a ruoli invertiti, quando io ero il pilota e lui il co-pilota. Credo che ci siamo capiti bene l'uno l'altro: questo è il motivo per cui c'è stata questa chimica perfetta. Vorrei ringraziare ancora una volta tutte le persone di San Marino che ci hanno aiutato in questa questa missione. È stato di grande supporto, ci ha motivato molto e la cosa più incredibile è stato il finale di stagione: con tre gare rimaste, dovevamo vincere sempre e l'abbiamo fatto".