Sono circa 40 gli equipaggi iscritti al 32° San Marino Revival, valido come penultimo appuntamento del Campionato Italiano Regolarità Auto Storiche. La gara, organizzata dalla San Marino Racing Organization, è diventata una tradizione sul Titano grazie alla presenza costante degli specialisti della disciplina, di vetture che hanno fatto la storia delle quattro ruote e di percorsi duri, stimolanti e affascinanti tra l'antica Repubblica, il Montefeltro e la Valconca.
"32 anni sono tanti" - ammette il presidente SMRO, Francesco Galassi - "poi penso che io ho cominciato nel 1975 facendo il Rally di San Marino, italiano, europeo, poi, come tutte le cose succedono, ho cambiato e mi sono rivolto presso la regolarità classica, sempre campionato italiano"
"Noi che facciamo delle medie di due centesimi, tre centesimi di errore, è tanta roba" - dice Mario Passanante, 4 volte campione italiano di specialità - "Ed è bella per questo la regolarità, perché ti impegna psicologicamente in modo veramente spettacolare, poi ovviamente ti diverti a guidare le vetture storiche, che per me sono una cosa bellissima, perché non hanno prestamenti di sicurezza come le moderne, quindi la guidi veramente una vettura storica"
"È una bella gara, all'inizio negli anni, forse dieci anni fa era molto tirata, negli ultimi anni è diventata più accessibile anche a macchine, diciamo con una certa storicità" - le parole di Alberto Riboldi, campione italiano 2024 - "il parco macchine è molto vario, delle anteguerra ce ne sono poche, perché sono macchine fragili e su un percorso difficile come questo è sempre difficile riuscire a portarla a termine"
"Questa è una gara tecnica, è difficile perché chi l'organizza è uno che fa le gare e quindi conosce quelle che sono i trabocchetti, le difficoltà" - scherza Massimo Zanasi, campione italiano 2019 - "e ce li mette spesso quasi tutte, però questo per chi fa gare è un plus che fa divertire"
"È una gara sul percorso perché ci sono dei cambi di incroci stretti, traverse molto vicine l'una all'altra, ci sono dei percorsi lunghi per cui poi è possibile sbagliare" - commenta Sergio Sisti, vincitore tra le altre della 1000 Miglia nel 2001 - "poi c'è un percorso molto vario, curve, tornanti, salite, discese, insomma con le nostre macchine, perlomeno con la mia è un po' più complicata di altre".