Barcone con 450 migranti, nuovo scontro Italia – Malta
Sappiano Malta, gli scafisti e i buonisti di tutta Italia e di tutto il mondo che questo barcone in un porto italiano NON PUÒ e NON DEVE arrivare.
Abbiamo già dato, ci siamo capiti??? pic.twitter.com/HmpA8x7rPY
A sollevare il nuovo caso è stato appunto il ministro Salvini, mentre ancora non si erano chiusi gli ultimi strascichi polemici sulla vicenda della nave Diciotti, sbarcata a Trapani solo dopo l'intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Salvini ha aperto il nuovo fronte dai suoi profili social: "Malta si era fatta carico di intervenire ma nessuno si è mosso", ha attaccato. In ogni caso, ha avvertito il ministro, per il barcone i porti italiani sono chiusi: "Abbiamo già dato".
Posizione cui si associa Danilo Toninelli. "Malta faccia subito il suo dovere, aprano il loro porto", ha incalzato il ministro dei Trasporti.
Da alcune ore c'è un'imbarcazione con 450 persone a bordo che naviga nel Sar maltese. Per la legge del mare è Malta che deve inviare proprie navi e aprire il porto. La nostra Guardia Costiera potrà agire, se serve, in supporto, ma Malta faccia subito il suo dovere.
— Danilo Toninelli (@DaniloToninelli) 13 luglio 2018Una richiesta che ha assunto anche l'ufficialità di una lettera inviata dalla Farnesina all'ambasciata maltese a Roma: la responsabilità è loro perché il barcone è stato individuato nelle acque di competenza maltese per i salvataggi in mare - si sottolinea nel documento - e quindi non solo Malta si deve occupare dei soccorsi ma deve anche fare entrare la barca nel proprio porto. In serata La Valletta ha alzato il muro. "Malta ha soddisfatto tutti gli obblighi previsti dalle convenzioni internazionali", hanno risposto dal governo. D'altronde, secondo i maltesi, il barcone voleva andare in Italia ed essendo "in alto mare, noi non avevamo autorità per dargli istruzioni". Quindi si sono solo limitati a "monitorare" se avessero bisogno di aiuto.