#FOCUSALUTE

Diabete, un milione di italiani non sa di averlo. L'esperta: come riconoscerlo e combatterlo

L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che i diabetici - oggi più di 530 milioni nel mondo - aumenteranno a 640 milioni nel 2030. In prima linea, nella prevenzione ma anche nella cura, troviamo lo stile di vita.

Diabete, un milione di italiani non sa di averlo. L'esperta: come riconoscerlo e combatterlo.

Il 14 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale del Diabete, identificato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come una priorità per tutti i sistemi sanitari. Gli italiani alle prese con questa malattia sarebbero circa 4 milioni, mentre un ulteriore milione ne sarebbe affetto senza che gli sia mai stato diagnosticato. Non va meglio a livello mondiale con più di 530 milioni di adulti diabetici, numero destinato ad aumentare a 640 milioni nel 2030. Abbiamo intervistato la dottoressa Tatiana Mancini, Endocrinologa e Responsabile del Modulo di Malattie Endocrino-Metaboliche dell'UOC di Medicina Interna dell'Ospedale di Stato di San Marino per coglierne cause e sintomi, con qualche consiglio su alimentazione e attività fisica.

Dottoressa, che cos'è il diabete e da cosa è causato?

Diabete di tipo 1 e diabete di tipo 2, le varietà più note e più frequenti, sono due malattie completamente diverse dal punto di vista eziologico e patogenetico.

Quali sono i sintomi a cui prestare attenzione?
I sintomi sono correlati alla tipologia del diabete. Il diabete di tipo 1, ad eziopatogenesi autoimmune, tipico dei bambini o giovani adulti, ha generalmente un esordio brusco con malessere, stanchezza, perdita di peso, necessità di bere (polidipsia) ed urinare (poliuria) di frequente ed odore fruttato dell’alito (tipico dell’acetone). Questi sintomi possono essere presenti anche nel diabete di tipo 2, correlato all’obesità, ma nella grande maggioranza dei casi quest’ultima forma di diabete ad esordio più tardivo non dà alcun disturbo e non è raro che venga diagnosticato in occasione di una complicanza (come un infarto oppure un’ altra problematica cardiovascolare) a dimostrazione che la malattia può essere presente da decenni senza essere stata diagnosticata. Altri possibili sintomi di esordio del diabete mellito di tipo 2 sono i disturbi genito-urinari (prurito genitale, cistiti, candidosi, etc.) oppure i disturbi visivi (in particolare visione offuscata).

Pre-diabete: un campanello d'allarme da non sottovalutare. Come intervenire a questo stadio?
Il pre-diabete è una forma intermedia fra il normale metabolismo degli zuccheri ed il diabete vero e proprio. Si calcola che colpisca negli USA 1 adulto su 3 e circa 720 milioni di persone nel mondo. Come il diabete, anche il pre-diabete si misura con vari test dello zucchero nel sangue:

Le persone più a rischio sono quelle obese (sopratutto con BMI > 35), con familiarità per diabete e con un pregresso diabete gestazionale. Il pre-diabete non comporta solo un rischio di sviluppo del diabete (nell’11% dei non trattati la malattia insorge nell’arco di tre anni e nel 25% entro cinque anni) ma secondo una recente meta-analisi questa condizione disglicemica rappresenta di per se già una condizione di aumentato rischio cardiovascolare (ictus, infarto ed altre problematiche cardiache) e di morte. Esistono per fortuna delle dimostrazioni scientifiche che si possa regredire da pre-diabete a normoglicemia e/o evitare la progressione a diabete vero e proprio con un cambiamento dello stile di vita, in termini di incremento dell’esercizio fisico e di dieta equilibrata. Nessun trattamento farmacologico si è dimostrato più efficace delle modifiche nello stile di vita, nella prevenzione del diabete nei soggetti ad alto rischio.

Diabete: consigli su dieta e stile di vita
La dieta deve essere personalizzata ed è bene che la persona con il diabete si faccia valutare da un team multidisciplinare. Non esiste un’unica tipologia di dieta ma è importante che si ottenga un calo di peso del 7-10% in un po' di mesi. La dieta mediterranea ad alto contenuto di fibre e la dieta ipocalorica a basso contenuto di carboidrati sono, in generale, le diete con le maggiori evidenze scientifiche ma è necessario un approccio personalizzato seguendo le indicazione di un professionista “realmente” esperto di nutrizione.
Possiamo dare qualche suggerimento a carattere generale:

[Banner_Google_ADS]

I più letti della settimana:

Questo sito fa uso di cookie, anche di terze parti, necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella privacy e cookie policy.
Per maggiori dettagli o negare il consenso a tutti o alcuni cookie consulta la nostra privacy & cookie policy