Migranti: linea dura dell'Ungheria, oltre 170 gli arresti

Non appena la recinzione di filo spinato - che blinda il confine con la Serbia e la cosiddetta “rotta balcanica” - è stata completata, sono scattati gli arresti. Già oltre 170 i rifugiati – molti dei quali siriani ed afghani - bloccati dalla Polizia magiara, dalla mezzanotte. L'iter, a questo punto, è semplice: manette, processo per direttissima ed espulsione. Una situazione che sta generando – secondo quanto riferisce la stampa – un enorme assembramento di migranti alla barriera tra i 2 paesi. Lo Stato di emergenza dichiarato da Budapest, nelle 2 contee meridionali, autorizza anche l'utilizzo dell'esercito; e intanto si starebbe pensando alla costruzione di un'ulteriore recinzione, questa volta al confine con la Romania. L'Europa è in uno stato di paralisi, dopo che ieri il vertice straordinario di Bruxelles si è chiuso senza un accordo sulle quote. Angela Merkel chiede un nuovo incontro, entro la prossima settimana, e bacchetta Italia e Grecia: “È urgente – ha dichiarato la Cancelliera - che la Grecia, e anche l'Italia, facciano subito gli hotspot. Diversamente non può esserci la distribuzione equa dei migranti”. Nel frattempo non si fermano le tragedie in mare. La stampa turca riferisce di un nuovo naufragio nelle acque antistanti la Grecia in cui hanno perso la vita almeno 22 persone. Da inizio anno – riferisce l'Organizzazione internazionale per le migrazioni – circa 465.000 migranti hanno attraversato il Mediterraneo. 2.812 i morti.

Gianmarco Morosini

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