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Prepariamoci al sole per fare il pieno di vitamina D: ecco i consigli dell'esperto

La rubrica del sabato di Benedetta de Mattei spiega come abbronzarsi bene e più velocemente, evitando scottature ed eritemi, che causano danni alla pelle.

Prepariamoci al sole per fare il pieno di vitamina D: ecco i consigli dell'esperto.

Dopo un lungo inverno pandemico abbiamo bisogno più che mai dei raggi di sole per fare il pieno di vitamina D. Ma sapere come preparare la pelle al sole è il presupposto essenziale per abbronzarsi bene e più velocemente, evitando scottature ed eritemi, che causano danni alla pelle.

Benedetta de Mattei ha intervistato Gabriella Fabbrocini - Direttore dell’ U.O.C di Dermatologia Clinica e Professore Ordinario di Malattie Cutanee e Veneree presso l’Università Federico II di Napoli – per capire come preparare e proteggere al meglio la nostra pelle, dal sole estivo e dall’uso costante delle mascherine.

Come preparare al meglio la pelle prima di esporla al sole per una sana abbronzatura?
La prima buona abitudine per preparare la pelle al sole è quella di rimuovere le impurità e favorire il turnover cellulare con una delicata esfoliazione
che si può effettuare ambulatorialmente, attraverso peeling chimici specifici effettuati dal dermatologo, o con prodotti domiciliari consigliati sempre dallo specialista. Così facendo, si andranno a eliminare le cellule morte e gli ispessimenti delle zone che tendono a essere più ruvide e secche, mentre mantenere un'idratazione ottimale, applicando una crema idratante ogni giorno, aiuterà a conservare l'abbronzatura più a lungo.
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Quanto aiuta l’alimentazione, quali cibi scegliere per la salute della pelle?
Anche l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale: ci sono infatti cibi in grado di stimolare la sintesi della melanina e preparare la pelle all’abbronzatura. In particolare sono gli alimenti ricchi di carotene, come carote, pomodori, albicocche, melone, verdure a foglia verde. Esistono anche integratori alimentari mirati che contengono principalmente i carotenoidi e derivati, ricchi di pigmenti organici liposolubili, quali ad esempio il beta-carotene e l’astaxantina. Tali sostanze sono molto utili sia ai fini della protezione cutanea dal sole sia ai fini di un’abbronzatura più prolungata. Pertanto si consiglia di assumere tali integratori qualche settimana prima e durante l’esposizione solare.

Come proteggersi dalle prime esposizioni solari ed evitare eritemi e scottature? Quale crema scegliere?
Il tipo di crema solare viene scelto dal dermatologo in base al tipo di pelle. Esistono filtri specifici per pelli giovani e acneiche, per coloro che hanno avuto pregressi melanomi o tumori della pelle di altra natura o affette da particolari patologie. Il consiglio, a prescindere dal tipo di crema, è quello di partire sempre da un filtro solare alto soprattutto nelle prime esposizioni. Oltre ad anziani e bambini, chi ha un fototipo particolarmente chiaro (pelle chiara, occhi chiari, lentiggini) è un soggetto a rischio e per questo dovrà stare molto attento nella scelta della protezione e scegliere una fascia alta. La crema, soprattutto se non è waterproof, va applicata con una certa frequenza, specialmente per determinati soggetti come i bambini, che entrano e escono dal mare, o gli sportivi che passano lunghe ore in acqua. Per gli anziani, che magari hanno anche pochi capelli e la cute già piuttosto danneggiata, oltre le creme si consiglia di utilizzare anche maglie e cappelli. Per quanto riguarda i bambini attenzione ad alcune parti del corpo su cui si dimentica di applicare la crema, come il collo, le orecchie e i piedi: zone spesso dimenticate. Suggerisco infine di evitare i profumi prima di esporsi al sole, e di chiedere al proprio dermatologo se è opportuno sospendere terapie in corso per varie patologie (ad esempio acne, alopecia, psoriasi) che possono essere a base di principi fotosensibilizzanti e quindi potenzialmente in grado di causare reazioni fotoindotte. E’ opportuno infine di evitare di indossare indumenti neri o colorati che attirano il sole.
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Le lampade sono pericolose? E gli autoabbronzanti?
Se parliamo delle lampade abbronzanti (per intenderci quelle ad UVA) andrebbero evitate perché aumentano notevolmente il rischio di melanoma, e inoltre possono causare macchie o peggioramento di patologie preesistenti, prima tra tutte l’acne.
Vi sono invece le lampade medicali (UVB a banda stretta) che configurano un vero e proprio trattamento medico chiamato “fototerapia” che rappresentano una valida alternativa terapeutica per coloro che sono affetti da determinate patologie della pelle (ad esempio psoriasi e vitiligine) e che ne giovano notevolmente. In questo caso noi dermatologi le approviamo. Per gli autoabbronzanti, se si utilizzano dei prodotti di buona qualità potrebbero essere, perché no, una valida opzione.

C’è infine da fare i conti con l’uso costante della mascherina che può creare qualche fastidio alla pelle. Quali suggerimenti per contrastarli?
Utilizzare una mascherina in cotone bianco lavabile ed evitare materiali sintetici e di colore scuro e applicare al mattino una crema idratante e lenitiva
per contrastare le irritazioni da mascherina possono essere dei rimedi facili ma molto efficaci da poter attuare.

Benedetta de Mattei

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