Cdls: "Le riforme non bastano, vanno rinnovati tutti i contratti di lavoro e rivalutate le pensioni"

Montanari accusa: "Blitz del governo blocca il potere d'acquisto delle pensioni fino al 2027"

Cdls: "Le riforme non bastano, vanno rinnovati tutti i contratti di lavoro e rivalutate le pensioni".

“Le riforme del lavoro e delle pensioni non bastano, va aperto un tavolo per la politica dei redditi con al centro il rinnovo di tutti i contratti di lavoro”. È la forte preoccupazione espressa dal segretario della CDLS, Gianluca Montanari, all’apertura del Consiglio Confederale. Appuntamento fissato alla viglia dell’avvio della mobilitazione sindacale che si articola in un ciclo di sette assemblee per i lavoratori di tutti i settori e i pensionati. “La nuova fiammata del carovita, con i prezzi destinati a toccare quota 9%, insieme al galoppante caro-energia, fanno cerchiare di rosso il tema dei contratti di lavoro scaduti”, ha ammonito Montanari ricordando “che solo per i settori dell’industria e artigianato si sono firmati i rinnovi mentre per il resto del mondo del lavoro sammarinese siamo fermi al palo. Una paralisi contrattuale che va superata al più presto perché in questo quadro di prezzi fuori controllo rappresenta una minaccia per i redditi di migliaia di lavoratori”. In questo difficile contesto socio economico, denuncia il segretario CDLS, “scopriamo con grande stupore che il Governo ha inserito nel testo emendato della riforma pensioni presentato in Commissione Sanità un nuovo articolo, mai discusso con il sindacato, che blocca fino a fine 2027 la rivalutazione delle pensioni, prevedendo un misero 1% in sostituzione dell’inflazione rilevata annualmente”. E rincara: “Siamo di fronte a vero e proprio blitz, all’ennesima dimostrazione di una modalità autoritaria dell’Esecutivo che su argomenti di rilevante interesse ignora il dialogo con il sindacato. Non è accettabile tagliare, di fatto, il potere d’acquisto delle pensioni, ed ignorare l’impasse pressoché totale sui rinnovi contrattuali”. Il vertice della CDLS ha dedicato molto spazio a tema della riforma previdenziale, già approdata in prima lettura in Consiglio Grande e Generale ed ora in Commissione Sanità. Molti i punti critici elencati dal segretario CDLS, a partire dalla sua filosofia di fondo: “Più che una riforma è un insieme di correttivi economici finalizzati al risparmio, tutti ispirati da una logica di disincentivi e sostanziose penalizzazioni per allontanare il traguardo pensionistico”. E a sostegno di questa tesi indica la “grave assenza” della riforma della previdenza complementare (Fondiss) dall’impianto di legge in discussione. Un fondo di 180 milioni di euro ‘congelato’ con redimenti bassissimi a causa di carenze normative. “Per la Confederazione Democratica - sottolinea con forza - è imprescindibile che la riforma Fondiss sia affrontata urgentemente perché rappresenta una prospettiva e un sostegno soprattutto previdenziale per i lavoratori più giovani. È urgente riformare l’attuale impianto a partire dalla sua governance, per trasformarla in un reale e concreto supporto alle prestazioni erogate dal primo pilastro pensionistico. Passaggio indispensabile per allineare gli attuali scarsissimi rendimenti alle ben più robuste percentuali dei fondi complementari italiani ed europei”. Anche sul fronte della riforma del lavoro il segretario Montanari elenca diversi punti critici, a partire dall’intermediazione di manodopera da parte di soggetti privati che, insieme alla proposta di introdurre il lavoro interinale, allargherebbe l’area della precarietà e indebolirebbe il ruolo del collocamento pubblico. “Con una disoccupazione maschile pari all’1,5% e una disoccupazione femminile attorno al 4% siamo di fronte a una serie di norme di cui non se ne sente davvero il bisogno, mentre dall’impianto della riforma mancano interventi diretti alle fasce più deboli che ancora faticano a entrare nel mondo del lavoro come la donne e i disabili”.

c.s. Cdls
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