Fondi ammortizzatori sociali, CSdL: "Sottratti dai governi quasi 42 milioni"

Dei circa 68 milioni presenti nel 2011 nella Cassa di compensazione, ne sono rimasti solo 13: sono stati prelevati indebitamente per finanziare il settore socio-sanitario, compito che spetta esclusivamente alla fiscalità generale

Fondi ammortizzatori sociali, CSdL: "Sottratti dai governi quasi 42 milioni".

Le risorse economiche per la corresponsione degli ammortizzatori sociali a tutt'oggi potrebbero essere particolarmente abbondanti, sennonché sono state drasticamente ridotte nel tempo per scopi completamente diversi. Il quadro della situazione dei diversi fondi lo ha tracciato il Segretario CSdL Enzo Merlini nella puntata del 6 febbraio di "CSdL Informa". "Va precisato - ha esordito Merlini - che il fondo ammortizzatori sociali, che eroga la Cassa integrazione, mobilità e disoccupazione, lo pagano le imprese e i lavoratori, con un 0,50%. Anche il datore di lavoro pubblico contribuisce per alcuni dipendenti, che sono i lavoratori dell'AASP, i precari e quelli con il contratto privatistico. Il fondo assegni familiari e il fondo per malattie e maternità lo pagano solo i datori di lavoro. Gli attivi o i passivi di questi tre fondi vanno tutti a confluire o ad attingere nella cassa di compensazione, che a fine 2011 disponeva della ragguardevole cifra di circa 68 milioni di euro. Al 31 dicembre 2022 ne erano rimasti solo 13. È lecito chiedersi come sia stato possibile ridurre così drasticamente le disponibilità di una cassa così florida fino al 2008, epoca in cui quelle risorse venivano solo accantonate, a parte qualche parentesi di crisi più o meno significative. La CIG è stata introdotta nel 1975, mentre la mobilità nel 1986. Probabilmente, nel triennio 2009-2011 si sono realizzati altri sbilanci per finanziare gli ammortizzatori sociali, ma abbiamo cominciato a monitorare la situazione dei fondi dal 2012. Per la medesima finalità, nel decennio successivo si sono registrate maggiori uscite rispetto alle entrate per 57,6 milioni di euro. Si tratta di una cifra rilevante, ma dall’altra parte sono stati accantonati nel medesimo periodo 12 milioni di euro dal fondo assegni familiari e 36,6 milioni di euro dal fondo malattia. Vista la capienza, dal 2012 al 2020 i vari governi che si sono avvicendati hanno pensato bene, con le leggi di bilancio, di prelevare dalla cassa di compensazione la bellezza di quasi 42 milioni di euro per finanziare il settore socio-sanitario. In questo modo, sono state stanziate meno risorse da parte del bilancio dello Stato, come invece sarebbe doveroso fare. Sono quindi state prelevate indebitamente, trattandosi di somme che sono esclusivamente dei lavoratori e delle imprese, finalizzate a finanziare gli ammortizzatori e gli altri interventi sociali, e non certo la sanità, che deve essere interamente a carico della fiscalità generale. Senza questo prelievo di 42 milioni, disporremmo di un fondo di 55 milioni, che ci consentirebbe di avere un respiro molto più ampio nell'affrontare un periodo che si prospetta problematico dal punto di vista occupazionale. Al contempo, si potrebbe attingere da queste risorse per finanziare gli interventi per favorire la natalità, che è stata una delle nostre rivendicazioni dello sciopero generale dello scorso dicembre. È vero che con la legge del 2022 tali interventi sono aumentati rispetto a prima, ma sono tutt'ora inadeguati e vanno incrementati notevolmente per offrire un sostegno più incisivo alle famiglie che vorrebbero avere figli. Altro importante argomento affrontato sempre dal Segretario CSdL Merlini è stato il Decreto del Governo sul lavoro dei pensionati e la solidarietà familiare, sul quale ci soffermeremo in un prossimo comunicato.

c.s. CSdL

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