Tuteliamo il personale dell’ISS, fermiamo le aggressioni a chi si sta prodigando per curarci

Tuteliamo il personale dell’ISS, fermiamo le aggressioni a chi si sta prodigando per curarci.

USL vuole porre l’accento su una problematica alquanto delicata e complessa che riguarda l’aumento di episodi di maleducazione, aggressività verbale o fisica, minacce, intolleranza, nei confronti del personale del settore sanitario e socio-sanitario da parte di utenti.
Sebbene tutte le lavoratrici ed i lavoratori possono essere oggetto di episodi di aggressività e violenza, il tema delle aggressioni fisiche o verbali nei confronti degli operatori sanitari è di più forte attualità, visto che la pandemia, che attanaglia i paesi ormai da due anni, ha reso complessa e difficoltosa la gestione della sanità sotto molti aspetti causando anche ritardi e tempi lunghi di risposta molto spesso dovuti a carenze strutturali e non a responsabilità degli stessi professionisti.
Se da un lato va riconosciuto che tra il paziente ed il sanitario si instaura un rapporto speciale, interattivo e personale durante la erogazione della prestazione che vede coinvolti il paziente e i suoi familiari, che si trovano spesso in uno stato di vulnerabilità, che può far comprendere uno certo stadio di nervosismo dall’altro scagliarsi contro chi da oltre due anni si è prodigato incessantemente per garantire la nostra salute non ci vede d’accordo.
Per questo è compito dello Stato, dell’ISS e di tutti proteggere gli operatori mentre compiono il proprio lavoro.
Occorre monitorare gli episodi di aggressività, monitorare gli ‘eventi sentinella’, perché sono segnali che nell’ambiente di lavoro sono presenti situazioni di rischio che richiedono la messa in atto di opportune iniziative di protezione delle lavoratrici e dei lavoratori e l’attuazione delle misure di prevenzione a garanzia della sicurezza sui luoghi di lavoro anche promuovendo l’utilizzo di strumenti di videosorveglianza.
Ogni anno in Italia vengono denunciate all’ Inail circa 1.400 aggressioni, quasi 4 al giorno per questo è stata approvata la legge 14 agosto 2020 n 113 “Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni”. L’humus nel quale si è ambientata la riforma Italiana è costituito dal forte allarme sociale dovuto da alcuni episodi di cronaca che avevano visto medici e infermieri, specie di pronto soccorso, vittime di aggressioni anche fisiche da parte degli utenti e dei loro congiunti.
Non vorremmo che si arrivi a questi estremi anche a San Marino.
Bisogna agire preventivamente e su più fronti: il contrasto al fenomeno, la prevenzione attraverso una chiara organizzazione e la formazione.
Promuovere studi e analisi per ridurre i fattori di rischio degli ambienti più esposti ma anche corsi di formazione per il personale per prevenire e gestire situazioni di conflitto attraverso l’acquisizione di competenze da parte degli operatori nel saper valutare e gestire tali eventi.
E ciò deve avvenire in tutte le strutture sanitarie ospedaliere e territoriali, con priorità per le attività considerate ad alto rischio.
Occorre anche diffondere una cultura di tolleranza zero verso qualsiasi atto di minaccia, violenza anche verbale, incoraggiare il personale a segnalare prontamente gli episodi subiti, affermando l’impegno della Politica e della Direzione ISS per la sicurezza delle strutture sanitarie e l’identificazione dei fattori di rischio nonché le strategie d’intervento.
Occorre fare formazione e informazione verso gli utenti al fine di rassicurarli ma anche renderli partecipi delle difficoltà oggettive in cui la pandemia ha gettato interi sistemi.
Infine, sempre per prevenire questi odiosi fenomeni è auspicabile che le strutture si dotino nei propri piani di sicurezza di ulteriori misure volte a stipulare specifici protocolli operativi con le forze di polizia, per garantire un intervento tempestivo.
Anche a San Marino collaboriamo e mettiamo in atto tutti gli strumenti possibili per difendere i nostri medici, i nostri infermieri, tutto il nostro personale sanitario e più in generale tutti i lavoratori.

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Comunicato stampa 
Unione Sammarinese Lavoratori

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