TRIBUNALE

Istanza di ricusazione al giudice Brunelli, slitta l'appello del Credito Sammarinese

Udienze d'appello stamattina sia davanti al giudice Caprioli che Brunelli

Udienze d'appello stamattina sia davanti al giudice Caprioli che Brunelli. Istanza di ricusazione, per quest'ultimo, sul caso Credito Sammarinese

Era sicuramente il caso Credito Sammarinese, vicenda  nata dall'indagine “Decollo” della Dia che nel 2011 fece scalpore anche perché scattarono arresti in custodia cautelare, l'udienza più attesa tra quelle arrivate in secondo grado di giudizio. Ma il giudice David Brunelli si è astenuto per via di una istanza di ricusazione nei suoi confronti presentata dalla difesa dell'ex presidente del Credito Lucio Amati, che in primo grado - nel maggio del 2018 - venne condannato a 4 anni e 2 mesi. L'istanza verte su una frase – che secondo la difesa tradiva un pre giudizio - che il giudice per le appellazioni avrebbe pronunciato nel corso del procedimento per riciclaggio all'ex re dei paparazzi Fabrizio Corona. Sarà il Giudice per i Rimedi straordinari a decidere sulla fondatezza o meno dell'istanza.

Tra i casi arrivati in secondo grado di giudizio, tutti per riciclaggio quelli di oggi, quello che vide condannati padre e figlio, S.F. e C.F.- amministratori di una società maltese con conti correnti in banche sammarinesi - a rispettivamente a quattro anni e un mese e quattro anni e sei mesi, nel marzo del 2018: in primo grado venne disposta la confisca per equivalente di 6 milioni di euro più una somma, 357 mila, già sotto sequestro.

Un caso particolare quello su cui dovrà pronunciarsi il giudice Francesco Caprioli riguarda un caso di riciclaggio di 2 milioni e 700 mila euro. Proprio sulla confisca si procederà, visto che l'imputato è deceduto. Il suo legale, pur ponendo in aula il dubbio sula sussistenza o meno del mandato in casi come questo, ha chiesto l'estinzione del reato per la morte del reo e la prosecuzione del processo a carico degli eredi per l'accertamento della provenienza della somma sotto sequestro; la procura fiscale invece la conferma della confisca. Il giudice deciderà, come per gli altri casi, entro tre mesi.

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