Processo Buriani-Celli: sentito il Presidente dell'allora Commissione d'Inchiesta su Banca CIS

Nuova udienza del processo che vede fra gli imputati il Commissario della Legge Buriani e l'ex Segretario di Stato Celli. Davanti al Giudice Saldarelli altri testimoni

Sullo sfondo uno dei periodi più controversi della storia recente di San Marino; e la parabola del CIS. Focus questa mattina sui presunti legami tra Daniele Guidi ed Alberto Buriani. Partendo dalla prospettiva di Federico D'Addario, che collaborò sin dai tempi di Banca Partner. Ha parlato della presenza nello studio di Grandoni del Commissario della Legge – ora sospeso –, in occasione di una serata di Arengo e Libertà, all'esito delle elezioni del 2008. Toccate, nel corso dell'audizione, vicende che fecero clamore; come l'arresto di Claudio Podeschi. Incalzante il controesame della Difesa Buriani; con l'intento forse di demolire l'attendibilità del teste, che ha comunque dichiarato di non aver mai visto, insieme, l'imputato e l'ex AD del CIS. D'Addario ha anche menzionato un duro confronto, nel quale avrebbe avvertito Guidi della sua intenzione di denunciarlo, ritenendosi truffato. “Guarda che in Tribunale comando io”, avrebbe risposto l'altro. Versione ribadita anche dal successivo testimone: Emilio Gianatti: già vicedirettore della banca. Si è soffermato su una riunione nella quale si sarebbe preso in esame un rapporto ispettivo di Banca Centrale, particolarmente severo nei confronti di Guidi. Ha riferito della presenza, all'incontro, anche di Buriani. Era “una sorta di consulente della famiglia e della banca”, ha ricordato. In precedenza i suoi legali avevano sostenuto come Gianatti, sui medesimi fatti, risultasse indagato in un altro procedimento. Ha infine testimoniato con l'assistenza di un avvocato d'ufficio. Onnipresenti durante il dibattito i riferimenti ai lavori della Commissione d'Inchiesta sul CIS. Nel pomeriggio è stato sentito l'allora Presidente Gerardo Giovagnoli. Sollecitato dalle Difese su varie questioni. Ad esempio la scelta di non riascoltare Celli, nonostante la sua richiesta; o i criteri in base ai quali – a seconda dei casi, nelle audizioni - si optò per la formula del giuramento. Determinante, ha spiegato Giovagnoli, fu l'emergere di incongruenze. “Camminavamo sulle uova”, ha poi aggiunto – rispondendo ad un'altra domanda -, ma venne sempre utilizzato un “criterio coerente”. Prossimo step il 18 aprile; fra le previste testimonianze quelle degli ex Segretari di Stato Berardi, Zafferani e Zanotti.

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