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Tribunale di Bologna respinge misura preventiva pregiudicato

Nell'inchiesta coinvolto anche il Titano

26 gen 2020
Immagine di repertorio
Immagine di repertorio

Non è più socialmente pericoloso il 52enne rimasto coinvolto in passato in processi per truffe di auto e frodi carosello, in particolare a Ferrara e nel  processo 'Automec', dal nome di una concessionaria di Ferrara, per triangolazioni per la compravendita di auto di lusso per evadere l'Iva, con la Repubblica di San Marino.


Lo ha stabilito la seconda sezione penale del tribunale di Bologna che ha respinto la richiesta della Procura di applicazione della misura di prevenzione di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza.

Il tribunale bolognese descrive il 52enne come un soggetto che in una fase della sua vita "ha manifestato una propensione, decisa, non contingente, in definitiva abituale, alla realizzazione di condotte delittuose" con "più peculiare specializzazione nella materia dei reati tributari". Ma è anche vero che le condanne definitive sono relative a delitti commessi in date risalenti e che recentemente, come dimostrato dalla difesa, dal 2017 in poi, ha avuto regolari contratti lavorativi. Il suo è dunque un quadro "che impedisce di affermare, se non a costo di ricorrere a fragili forzature argomentative, che al di là del suo passato, sia, oggi, ancora socialmente pericoloso", scrive il collegio.


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