LOS ANGELES

Grammy: Måneskin a bocca asciutta, miglior album per Styles, Beyoncé nella storia

Niente da fare: questa volta i Måneskin restano a bocca asciutta. Nella categoria "best new artist" ha la meglio la 23enne cantante jazz Samara Joy. Ma la prima candidatura agli Oscar della musica è per i favolosi quattro un traguardo da incorniciare. Trionfa Harry Styles. A lui il miglior album dell'anno. E' un periodo d'oro per l'ex "One Direction". A settembre, al Toronto Film Festival, si è guadagnato il suo primo riconoscimento come attore per la sua performance in ‘My Policeman”. Premiato non solo per il talento ma anche per la bellezza: secondo la scienza il suo viso rasenterebbe la perfezione.

Non è da meno Beyoncé, concentrato di sex appeal, grinta e women power. Ai Grammy rimane esclusa per l'ennesima volta dai premi più importanti ma entra nella storia: supera il record di numero di trofei di tutti i tempi, ben 32, uno in più del direttore d'orchestra Georg Solti, morto nel '97. Dopo le polemiche che hanno contraddistinto il suo ritorno sul palco a Dubai, Queen B ha voluto fare una dedica speciale alla comunità Lgbtq+, che l'aveva duramente criticata per essersi esibita - dietro compenso milionario - in un Paese dove gli atti omosessuali sono un reato penale, potenzialmente punibile con la morte. Lei, da sempre icona gay, ha ringraziato la comunità queer per aver inventato un genere. Non è una cantante ma all'Oscar della musica la First lady Jill Biden si conquista una standing Ovation. Sul palco con abito scintillante ha celebrato le “donne e la libertà”.

Monica Fabbri

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