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La VAMPYRa: il capolavoro anni '30 di Dreyer al cine

Fulgor e Cineteca riminese proiettano per i lunedì d'autore alla sala felliniana, VAMPYR di Carl Theodor Dreyer, capolavoro horror del 1932 che ha ispirato L'ESORCISTA

di Francesco Zingrillo
19 ott 2019

Dreyer, giornalista e regista geniale, diede non a caso al lungometraggio (è un “sound film” tradotto all'origine già nel 1932 in 3 lingue) il sottotitolo “SOGNO (traumatico) DI ALLEN GREY” perché l'inquietudine emotiva, creativa e intelligente della storia, lo compenetrava fino in fondo (dopo il primo insuccesso piombò in una depressione buia per 11 anni non fece film). VAMPYER porta per la prima volta sul grande schermo una VAMPIRA (certa Margueite Chopin) raccontata in un manoscritto senza tempo regalato al protagonista ALLEN o DAVID (che sembra Dreyer davvero) da un uomo vecchio che morirà alla consegna della vera storia di un'ombra. La novella gotica è tratta dall'originale CARMILLA di Le Fenu ma al cinematografo assume un fascino così intenso da diventare un cupo sogno in B/N a occhi aperti in fotogrammi a fondue nero in dissolvenza continua... Un capolavoro del cinematografo 'espressionista' alla tedesca che contiene tutti gli esperimenti horror del cineasta danese sulla paura, riprodotti nei decenni successivi, dall'industria del cinema americana.

fz