Riforma università: Morganti risponde ai dubbi dei docenti sull'autonomia amministrativa

Si definiscono “prevenuti”, i capi dipartimento dell'Ateneo sammarinese, per certi versi “scottati” da quanto accaduto in passato, preoccupati che l'Università di San Marino perda per eccesso di burocrazia quella agilità che l'aveva contraddistinta – dicono - rispetto alle realtà italiane. Chiedono pertanto chiarimenti. E la nuova legge ad esempio riguardo l'autonomia amministrativa e i successivi controlli – spiega la Segreteria di Stato competente - chiara lo è. Le spese passano per il Consiglio di Dipartimento, ma tutto sulla base delle risorse che vengono a priori assegnate. E' all'interno del Senato accademico che avviene il regolamento contabile. Il Consiglio universitario costruisce a quel punto il proprio piano spese gestendo autonomamente i fondi, e secondo le regole che si è dato. Più vigili sulle spese non significa comunque privare il corpo docente della propria autonomia amministrativa. Per Morganti la libertà sul piano scientifico non si discute ma è fondamentale stare alle nuove regole.
Altro aspetto stringente della riforma: promuovere concorsi del tutto simili a quelli italiani perché si arrivi ad un reciproco riconoscimento dei docenti non appena questo processo virtuoso entri a regime. Un obiettivo che il Governo si è dato per favorire il rientro in territorio di cittadini sammarinesi che nel frattempo hanno intrapreso una carriera accademica in Italia o all'estero.
Nel video l'intervista al Segretario di Stato all'Università, Giuseppe Maria Morganti

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