THE PLACE è un posto dell'anima in piazza

Film vissuto tramite i dettagli forniti. In The Place (che sarebbe un bar notturno sempre aperto) un uomo misterioso (del Mistero, veramente...) esaudisce ogni desiderio a chi in cerca di aiuto pur di ottenere ciò che vuole per il suo bene è disposto fino in fondo a un'azione cattiva.
Critiche tante sul soggetto derivato da un format televisivo americano ambientato in un DINER e sui prestiti mediatici e letterari -riguardo la MIDCULT media o mediocre perché mediata- da Macdonald (Dwight il critico non quello degli hamburger che pure c'entrano) a Cortasàr (julio, scrittore argentino di formazione parigina). Numero 8 persone ( personaggi recitanti e postulanti...) a rappresentare l'infinito e il tutto per un cast all stars vera parata di attori noti nostrani, che ha fatto anche qui discutere, la critica militante. La sceneggiatura e le 50 pagine di copione sono un intreccio realistico con tanti elementi metafisici imbastiti in una trama chiusa a fine opera proprio come in un ordito tessuto a mano. Tutto torna. Ogni storia incrocia l'altra su un disegno che non è mai nostro... Racconto individuale per quanto possibile o accettabile con un compito arduo da realizzare (azione) secondo una grazia sufficiente (provvidenziale) concessa (dall'Alto) per la salvezza.
Colonna sonora originale di Marianne Mirage che recita cantando: “hai mai visto la mia anima?” mentre Mastandrea-Dio risponde alla domanda: “sei il Diavolo” con un lapidario: “ credo nei dettagli...”.
fz

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