FMI: San Marino resiliente ma fondamentali le riforme fiscali

Dopo la missione in Repubblica guidata da Borja Gracia, l'FMI pubblica ulteriori valutazioni su San Marino. Si prevede nel 2023 un rallentamento dell'attività economica

FMI: San Marino resiliente ma fondamentali le riforme fiscali.

Dopo la missione “article IV”, il Fondo Monetario è tornato a San Marino - dal 27 febbraio al 3 marzo - per discutere dei recenti sviluppi economici e delle sfide future che tassi di interesse più elevati comporteranno per il paese. Le valutazioni confermano i contenuti del report ufficiale pubblicato a novembre: San Marino lo scorso anno ha mostrato una notevole resilienza, grazie al turismo e ad una produzione manifatturiera che il capo missione definisce “robusta”, sostenendo la crescita del PIL, superiore nel 2022 al 4%. Tuttavia si prevede quest'anno un rallentamento dell'attività economica, con rischi orientati al ribasso anche a causa di sviluppi geopolitici, aumento dei prezzi delle materie prime e volatilità dei mercati finanziari.

I ricavi sono stati sostenuti dall'aumento dell'inflazione e il governo ha contenuto le spese – rimarcano gli esperti di Washington - ma nel breve termine sarà fondamentale mantenere un'indicizzazione prudente di salari e pensioni. La riforma previdenziale, incentrata sul lato delle entrate, viene considerata “un passo avanti”, ma sarà necessario ricalibrare ulteriormente la spesa pensionistica per garantire la sostenibilità del sistema a lungo termine. Il contesto economico in via di indebolimento accende poi il focus sulle riforme fiscali, fondamentali – viene sottolineato - per porre il debito su un chiaro percorso di declino che garantisca la sostenibilità e faciliti il rinnovo degli Eurobond. Da qui l'invito, dopo i buoni risultati del 2022, a continuare gli sforzi. Anche se non esplicitamente citate, il pensiero va ad IGR e ICEE, parte del programma di Governo. L'analisi si concentra poi sul sistema bancario e finanziario. Il lavoro per migliorare patrimonializzazione e redditività delle banche sta dando i suoi frutti, il sistema ha mostrato stabilità, ma i rischi permangono e la redditività rimane fragile. Per l'FMI i piani per ridurre le attività non performanti vanno nella giusta direzione, ma è importante che la strategia, prevista per la seconda metà dell'anno, non subisca ulteriori ritardi.

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