POLITICA ITALIANA

Approvato in Senato il “decreto Cutro” sui flussi migratori, poi dovrà passare al vaglio della Camera

Il governo di Roma si prepara alla partita più importante: quella in seno all’Unione Europea

Archiviate divisioni, polemiche e uscite improvvide il governo italiano incassa il primo sì parlamentare al giro di vite impresso alle autorizzazioni da concedere a chi arriva. Se da una parte sono stati aumentati a 82 mila in totale i permessi di lavoro stagionali, non stagionali e per lavoro autonomo, sarà più difficile ottenere visti speciali: la protezione speciale non potrà più essere convertita in permesso di lavoro e ci sarà una forte limitazione sulla possibilità di richiederla per emergenze mediche o calamità naturali.

Al di là del confronto maggioranza- opposizione, Roma sta cercando da settimane, dopo il naufragio avvenuto a Cutro, costato la vita ad almeno 94 persone, di ottenere un cambio radicale della politica dell’Unione europea in tema di gestione dei migranti. Giorgia Meloni chiede un'operazione navale e aerea per la sorveglianza del Mediterraneo centrale e orientale e più investimenti dell’Unione per accordi vincolanti, misurabili per obiettivi e risultati, con gli stati africani che sono oggi le basi di partenza. A Bruxelles si lavora alla risposta alle aspettative italiane nel prossimo vertice di giugno: i primi atti rivelano solidarietà per chi gestisce le frontiere di sbarco, come l'Italia, ma la strada è ancora lunga.

Il Parlamento europeo ha dato il primo ok al nuovo Patto Ue per la migrazione e l'asilo, un vero sistema comune di gestione dei migranti. Tra le novità la norma che tutti gli Stati Ue dovranno offrire assistenza al Paese di arrivo: i Paesi dovranno contribuire in base al loro Pil e alla popolazione. Una proposta favorevole all’Italia che ha incassato l’ok delle forze europee di centrosinistra, di Forza Italia, Fratelli d'Italia e Lega mentre si è registrato il voto contrario degli alleati europei di Meloni e Salvini. Una opposizione che anticipa il no di Polonia e Ungheria sul nuovo Patto e sul principio che gli Stati membri devono agire congiuntamente per gestire i flussi migratori.

Nel video le interviste all'on. Riccardo Molinari, Lega e Matteo Richetti, Azione Italia Viva. 

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