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Si chiude il Festival del giornalismo culturale di Urbino: "Pubblico ha apprezzato la nostra formula"

Domenica 8 ottobre la giornata conclusiva dell'evento che ha messo a confronto giornalisti, scrittori, scienziati e pedagogisti con al centro la lettura

di Mauro Torresi
9 ott 2023
Nel servizio le interviste a Lella Mazzoli (sociologa e condirettrice festival) e a Marino Sinibaldi (giornalista e critico letterario)
Nel servizio le interviste a Lella Mazzoli (sociologa e condirettrice festival) e a Marino Sinibaldi (giornalista e critico letterario)

Si conclude nella Sala del trono di Palazzo Ducale il Festival del giornalismo culturale di Urbino: manifestazione per ragionare sul presente e, soprattutto, sul futuro della comunicazione, con giornalisti, scrittori e scienziati. Undicesima edizione dedicata alla lettura, nell'”era degli schermi”.

Serie tv, libri e generazione Z, formazione per i giornalisti sono stati alcuni dei temi centrali nella giornata di chiusura domenica 8 ottobre. Si è partiti proprio dall'arte cinematografica e il fenomeno delle serie, passando per la ricerca su ragazzi e lettura: uno studio dal quale è emerso che i giovani amano ancora leggere racconti lunghi e romanzi sulla carta, però con una serie di differenze rispetto alle generazioni precedenti, una su tutte l'importanza crescente dei “booktoker”: gli utenti che parlano di libri su TikTok.

Leggere, dunque, per comprendere il mondo che ci circonda. A edizione conclusa, è tempo di bilanci. Una formula di successo per la sociologa e condirettrice del festival, Lella Mazzoli: "Siamo riusciti a mettere insieme le neuroscienze con la pedagogia sperimentale, gli studiosi di libri con gli editori". Mazzoli esprime soddisfazione, perché "il tanto pubblico credo abbia apprezzato i 'tagli' che abbiamo dato all'attività del leggere":

Nel servizio le interviste a Lella Mazzoli (sociologa e condirettrice festival) e a Marino Sinibaldi (giornalista e critico letterario)







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