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Idlib: dopo la conquista di Maarat al Numan prosegue con successo l'offensiva dell'Esercito siriano

Le forze jihadiste, a questo punto, potrebbero essere chiuse in una "sacca" a est dell'autostrada Hama-Aleppo

30 gen 2020
Aggiornamenti dalla Siria
Aggiornamenti dalla Siria

L'impressione è che l'incubo della guerra guerreggiata, in Siria, stia per terminare; per lasciar spazio a dispute di carattere politico-diplomatico tra le potenze coinvolte in questo scenario. I terroristi di Tahrir al-Sham, e i loro alleati ancora presenti a Idlib, infatti, appaiono ormai in evidente difficoltà; in rotta, addirittura, nella zona est della Provincia, dove nei giorni scorsi l'Esercito Arabo Siriano aveva conquistato senza troppe difficoltà la città chiave di Maarat al Numan. In ciò che resta del centro abitato – dove sono ancora visibili le tracce delle milizie qaediste – sono in corso operazioni di sminamento e distruzione dei tunnel. Nel frattempo le truppe di Damasco stanno dilagando anche nei dintorni; e puntano decisamente verso nord, lungo la strategica autostrada m5 che collega Hama ad Aleppo. Metropoli, quest'ultima, che dopo la liberazione, nel 2016, ha subito uno stillicidio di attacchi, con razzi ed artiglieria, da parte dei cosiddetti ribelli, trincerati nelle zone limitrofe. Bombardamenti ripetutisi anche la scorsa settimana, con gravi perdite fra i civili. Da qui l'offensiva dell'Esercito – supportato a quanto pare da Hezbollah - lanciata dalla periferia ovest della città; con il probabile obiettivo di congiungersi con le forze avanzanti lungo l'autostrada, e chiudere in una sacca i jihadisti che non riusciranno a ritirarsi tempestivamente. Tutto ciò mentre l'aviazione russa continua a martellare incessantemente le postazioni islamiste. Smentita, da Mosca, la notizia diffusa da ONG circa un bombardamento aereo – nel quale avrebbero perso la vita 10 persone - contro un ospedale ed una panetteria in una cittadina nella zona a sud di Idlib. Nell'area, è stato detto, non sono state effettuate missioni. Drammatica, comunque, la situazione per la popolazione “intrappolata” nella provincia. L'ufficio ONU per il coordinamento umanitario parla di 390mila civili sfollati, negli ultimi due mesi.