ESTERI

Israele: anche l’Europa avverte l’Iran che il suo programma nucleare è “molto preoccupante”

La corrispondenza settimanale di Massimo Caviglia

Pare ormai chiarito il mistero sulle condizioni di salute dell’ayatollah Khamenei in Iran. L’ipotesi dell’aggravarsi del tumore che ha colpito il leader ottantunenne era dovuta all'annullamento di un incontro col presidente Rouhani. Ma alcuni funzionari e collaboratori della Guida suprema hanno totalmente smentito le indiscrezioni, né d’altronde si notano nelle strade spiegamenti dei Pasdaran, le Guardie della rivoluzione islamica, come quando accade un evento di questa portata.

Intanto i governi di Francia, Germania e Regno Unito hanno avvertito l’Iran che il suo piano comunicato all’Agenzia per l'energia atomica, che prevede l'istallazione di tre cascate di centrifughe nell’impianto di Natanz, è “molto preoccupante”. La costruzione di linee veloci di arricchimento dell’uranio con le centrifughe IR-2 è la prova che Teheran punta alla bomba atomica senza più farne mistero, e che potrà ottenerla in pochi mesi. Il fatto che l’Iran stia concentrando il suo programma nucleare nella centrale sotterranea di Natanz, realizzata in modo da resistere agli attacchi aerei, significa che il progetto non era così pacifico come intendeva far credere. Ormai solo le bombe anti-bunker americane potrebbero penetrare lo strato di roccia e cemento di Natanz. Proprio quegli ordigni che il premier Netanyahu aveva chiesto al Presidente Trump, ma difficili da ottenere perché Israele non dispone di aerei in grado di trasportare bombe così pesanti. Gli Stati Uniti potrebbero prestare i velivoli per trasferirle, ma di certo il neo-Presidente Biden non approverebbe.

A meno che, sostengono alcuni, ciò avvenga prima del suo insediamento del 20 gennaio, ma con il suo consenso, in modo che non possa però essergli attribuita la responsabilità diretta del bombardamento. Un’ipotesi che sembra fantapolitica ma, quando si parla di Medio Oriente, tutto è possibile.

Massimo Caviglia  
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