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Israele: il premier Bennett “profondamente turbato” dall’ormai prossimo accordo nucleare iraniano

21 feb 2022

L'ambasciatore israeliano in Ucraina ha confermato che, nonostante gli inviti di Gerusalemme ai cittadini di andare via dal probabile teatro di guerra, sarebbe voluto rimanere a Kiev perché una presenza diplomatica è necessaria per aiutare gli israeliani rimasti, ma gli è stato comunque imposto di trasferirsi da Kiev a Leopoli con il restante personale dell'ambasciata. Al momento però la preoccupazione maggiore di Israele è l’annuncio del Ministero degli Esteri iraniano sugli importanti progressi nei colloqui per l'accordo nucleare, e degli incontri previsti con l'Arabia Saudita. A differenza dell’intesa del 2015, che aveva una durata di 10 anni, quella attuale avrebbe una scadenza limitata a soli due anni e mezzo.




Il premier israeliano Bennett ha affermato che il suo governo è “profondamente turbato” da quanto ha appreso sui colloqui, e ha dichiarato che il nuovo accordo “renderà molto più difficile per Israele difendersi, e che tale patto creerà un Medio Oriente più instabile e pericoloso, permettendo a Teheran di continuare a fomentare il terrorismo nella regione”. I limiti al programma atomico iraniano finiranno già nel 2025 e, con lo sblocco delle sanzioni, l’Iran riceverà subito decine di miliardi di dollari con i quali – ha continuato Bennett – potrà sviluppare senza alcun freno enormi spazi pieni di centrifughe per l’arricchimento dell’uranio. Gran parte di questo denaro sarà utilizzato anche per attaccare lo Stato ebraico e i suoi alleati in Medio Oriente. E alla fine sarà Israele a dover subire le conseguenze di questo accordo.

Gli ha fatto eco l’ex premier Netanyahu che, incontrando alcuni deputati repubblicani e democratici statunitensi, ha ricordato come Israele in passato abbia agito militarmente per prevenire che l’Iraq e la Siria ottenessero armi atomiche, e che l’unico modo per impedirlo non è tramite accordi. E il Ministro della Difesa Gantz, incontrando il Vicepresidente americano Kamala Harris, ha sottolineato che l'accordo sul nucleare iraniano dovrebbe almeno includere un controllo stringente da parte dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica. Ma, dati i precedenti stop alle ispezioni e gli occultamenti di uranio del regime iraniano, in Israele non sono in molti a fidarsi.





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