Terremoto Haiti: il mondo si mobilita per soccorrere la popolazione

Terremoto Haiti: il mondo si mobilita per soccorrere la popolazione.

Edifici distrutti, persone costrette a stare per strada senza un tetto sotto cui dormire e migliaia di morti e feriti. Il terremoto di Haiti di sabato 14, con magnitudo 7.2, ha portato enormi danni nello Stato caraibico, di cui però è ancora difficile stabilire l'entità, ma a molti haitiani, uno dei popoli più poveri al mondo, questa calamità ha portato via quasi tutto. In tutto il mondo è già partita la mobilitazione per prestare soccorso: la Repubblica Dominicana, paese che occupa la metà orientale dell’isola di Hispaniola su cui si trova Haiti, si è offerta di inviare cibo, medicinali e apparecchiature mediche; secondo quanto scrive BBC, inoltre, Cuba avrebbe inviato più di 250 medici per aiutare gli operatori sanitari haitiani nella gestione dell’emergenza. Sono arrivati inoltre mezzi e squadre di soccorso dalla Florida e da altre parti degli Stati Uniti, così come anche l'Unicef prevede di fornire aiuti, lavorando nelle zone colpite dal terremoto. La paura di nuove scosse, a cui si aggiunge l'avvicinarsi della "Tempesta Grace", ha spinto il primo ministro Ariel Henry a dichiarare lo stato d'emergenza, che resterà in vigore per un mese in un paese già colpito da una grave crisi civile e politica: solo un mese fa è stato assassinato il presidente Jovenel Moise, un omicidio che ha sconvolto la popolazione e di cui ancora oggi non si conoscono i responsabili. Ora però l'unico pensiero della popolazione è rimboccarsi le maniche e cercare di salvare quante più persone possibile ancora sepolte sotto le macerie: per ora il bilancio riporta 1300 vittime e quasi 6000 feriti, che hanno riempito completamente gli ospedali, ma molto probabilmente questi numeri saranno destinati a crescere.
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