TERREMOTO

Turchia-Siria: quasi 20mila morti. Si cercano ancora i sopravvissuti. Sfollati in difficoltà a causa del maltempo

E' il quarto giorno di ricerche disperate. Dopo il terremoto nel Sud della Turchia e Nord della Siria, ancora spiragli di speranza: un bambino è stato trovato vivo dopo 80 ore sotto le macerie a Kahramanmaras, luogo dell'epicentro del sisma. Sempre nel Sud della Turchia, salvati altri due bambini di 2 e 3 anni e una mamma con il figlio. I feriti superano quota 63mila. Da lunedì sono almeno 125 le scosse di terremoto registrate, la prima, la più forte, ha provocato una spaccatura che si estende per 300 km lungo la faglia Est Anatolica. Situazione drammatica in Siria, dilaniata anche dalla guerra civile dal 2011. Faticano ad arrivare i soccorsi per diversi i motivi: da una parte il governo di Assad è sotto sanzioni da parte dell'Occidente, che così spera in una più rapida risoluzione del conflitto; dall’altra il nord-ovest del Paese controllato dai ribelli è difficile da raggiungere tramite i canali alternativi al Governo, cioè passando dal sud della Turchia, perché le strade sono devastate dal terremoto. Nell'area è arrivato solo oggi il primo convoglio di aiuti.

Ma dopo guerra e terremoto, a mettere a dura prova i milioni di sfollati – tanti già senza una casa ancor prima del terremoto – sono le temperature rigide e la neve. Paura, freddo, mancanza di infrastrutture. Ad Aleppo ieri è arrivato il cardinale Mario Zenari a portare la vicinanza di Papa Francesco, visitando anche i feriti dell'ospedale Saint Louis, che assieme ad altre due strutture di Damasco, è coinvolto nel progetto “Ospedali aperti”: cure gratuite per le persone più vulnerabili. A gestirlo sul campo è la Fondazione Avsi, attiva anche a San Marino e che proprio ieri, sul Titano, ha rilanciato la raccolta fondi per l'emergenza sisma.

Nel video l'intervista a Filippo Agostino, responsabile AVSI Siria

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