WASHINGTON

Usa: iniziato il conto alla rovescia per il default del debito pubblico, a partire dal 1 giugno

La corrispondenza di Marco Liconti corrispondente de LaPresse

Le delegazioni dei due partiti impegnate nella ricerca di un compromesso per l'innalzamento del tetto del debito, come chiedono i Democratici, e per un taglio alla spesa federale, come chiedono i Repubblicani, hanno interrotto i colloqui, che sembravano orientati ad una soluzione. Troppo grande, ancora, la distanza tra le rispettive posizioni. Questo, mentre il presidente Joe Biden è impegnato in Giappone con gli altri Grandi, nel decidere nuove azioni a sostegno dell'Ucraina - su tutte l'addestramento per i piloti di Kiev sui caccia F-16, in vista di un possibile invio nei prossimi mesi - e nuove sanzioni contro la Russia. Un impegno inderogabile, quello di Hiroshima, al quale Biden non ha potuto rinunciare, come invece ha dovuto fare per la seconda parte del suo viaggio nell'Indopacifico, con la cancellazione delle tappe in Australia e Papua Nuova Guinea, per fare ritorno a Washington domenica. Se non si troverà una soluzione, ha detto la segretaria al Tesoro Janet Yellen, tra meno di due settimane gli Stati Uniti non potranno più pagare gli stipendi dei dipendenti federali e onorare i propri debiti sui mercati internazionali.

Nel frattempo, si fa più affollata la corsa alla Casa Bianca. Se Biden non avrà rivali nel campo democratico per ottenere la sua seconda nomination, in quello repubblicano, oltre ai nomi già annunciati, sta per ufficializzare la sua candidatura Ron DeSantis. Il governatore della Florida dovrebbe dichiarare le sue intenzioni la prossima settimana. DeSantis è il candidato più temuto da Donald Trump, che infatti sta concentrando su di lui i suoi attacchi. Quanto al rischio di default, l'ex presidente ha liquidato la questione con una battuta. Non sarebbe una tragedia, ha detto, a dispetto dell'opinione pressoché unanime che un default del debito statunitense sarebbe in realtà una catastrofe per l'economia americana e per i mercati internazionali.

Marco Liconti (Lapresse)

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