Consiglio: sulla riconferma di Rinaldi scoppia la polemica

La maggioranza lo sostiene mentre l'opposizione solleva critiche. Alla fine Rinaldi viene riconfermato alla guida dell'Authority Sanitaria con 35 voti su 51

Consiglio: sulla riconferma di Rinaldi scoppia la polemica.

Gabriele Rinaldi è diventato “una sorta di icona e fin dal primo giorno non si è mai tirato indietro” – dice il Segretario alla Sanità Roberto Ciavatta. Il suo contratto scadeva ad Aprile e in assenza di proroga ci saremmo trovati – spiega - con un vuoto sia nella comunicazione che nel gruppo di emergenza. Rinaldi è inoltre referente per conto di San Marino all'Oms, e ci sarà necessità di un confronto continuo anche per il reperimento di finanziamenti che l'Organizzazione Mondiale sta mettendo a disposizione dei paesi colpiti dal virus. Per a maggioranza la sua riconferma è scontata mentre dall'opposizione, che tre anni fa lo aveva nominato, si alzano voci critiche. Paolo Rondelli di Rete e Gaetano Troina di Domani Motus Liberi lo sostengono con forza, Elena Tonnini ricorda che ha rassicurato la cittadinanza con competenza, Francesco Mussoni lo definisce figura tecnica, indipendente, “punto di equilibrio fra Segreteria di Stato e gestione dell'Iss”. Tira però le orecchie al Congresso: “deve accelerare sulle nomine del Comitato Esecutivo”.

“Stiamo discutendo Rinaldi come dirigente dell'Authority non come comunicatore di conferenze stampa”, commenta Andrea Zafferani. Sulla sua nomina RF solleva un problema formale: “la legge prevede che il Consiglio voti il dirigente a fronte di una rosa di nomi. Se il dirigente sta operando in 'prorogatio' – dice Nicola Renzi – vorrei capire qual è l'atto che lo ha giustificato”. Critiche per “lentezze dell'Authority nel rapportarsi con gli operatori economici” e perplessità anche su informazioni non univoche, dichiarazioni poi smentite come quella su test sierologici gratis per tutti. Maria Luisa Berti si rammarica: “potevamo avere finalmente una posizione condivisa e invece questa nomina è stata strumentalizzata politicamente”. “Rinaldi ha tutta la mia fiducia e stima”, dice Federico Pedini Amati. “Si può accusare il Governo, attaccarne le decisioni, ma è poco elegante disquisire sul lavoro dei dirigenti del settore sanitario. Anche laddove ci fossero stati errori, la situazione – ricorda - è del tutto straordinaria. Inutili le tifoserie su chi è più bravo”.

Ma c'è una domanda, su tutte, che l'opposizione si pone. E non è la sola: “che fine ha fatto Rinaldi?” A nessuno infatti è sfuggito la sua assenza nelle conferenze stampa. “Se lo domanda – dicono Libera e RF - tutto il paese”.

Ciavatta chiude il dibattito con una serie di precisazioni, a partire dalla rosa di nomi: quella di Rinaldi non è nomina ma riconferma. Risponde alle critiche rimarcando aspetti positivi di cui nessuno parla: “Siamo il terzo paese al mondo come numero di tamponi in percentuale alla popolazione. Diventeremo il primo – annuncia - ma a suo tempo”. Riguardo all'accusa di lentezze da parte dell'Authority, “quando si è trattato di utilizzare farmaci off-label abbiamo ottenuto l'autorizzazione in poche ore e siamo stati precursori”. Definisce il contributo dell'Authority “preziosissima e continua”. In merito alla nomina del Comitato Esecutivo, si dice d'accordo, “dobbiamo velocizzare”. Non ritiene però che il direttore generale debba essere un medico. Il disavanzo dell'ospedale è aumentato di diverse decine di milioni, esplodendo negli ultimi anni. "Serve un manager che verifichi dove vengono buttati via i soldi”. Riguardo all'assenza di Rinaldi: “è un essere umano – spiega - che per due mesi non ha mai avuto pause”. Poi, all'opposizione: "il Governo precedente ha fatto pochissime cose, la nomina di Rinaldi è una di queste, eppure vi lamentate ugualmente. Fino a che grado di ridicolaggine può spingersi la logica della politica?" 

Alla prova del voto Rinaldi viene riconfermato con 35 voti favorevoli su 51. 13 le schede bianche e 3 quelle nulle. Guardando alle presenze, 38 sono consiglieri di maggioranza e 13 di opposizione. 


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