La giornata consigliare

La giornata consigliare.
Condivisione, consapevolezza, rilancio. Questo il filo rosso che ha legato gli interventi della nuova squadra di Governo. In gioco, più che mai, è il Paese e la capacità di affrontare con determinazione i problemi. Per farlo, sottolinea Pasquale Valentini, serve una visione unitaria. Occorre un’altra visione dello Stato che introduca gli elementi della sussidiarietà e della solidarietà. Parla di rinnovamento sammarinese Claudio Felici, invitando ad abbondare una vecchia visione nostalgica della Repubblica. Ci attende, dice, una stagione politica entusiasmante. Il Paese sta cambiando. Se saremo chiari e credibili, se diremo ai sammarinesi per cosa ci servono i soldi, ci seguiranno. Matteo Fiorini punta sulla sovranità che passa anche per la gestione dei rifiuti e le energie rinnovabili. Il territorio, aggiunge, va messo oggi a servizio del modello economico che vogliamo, rimettendo al centro la qualità della vita. I problemi, in sostanza, non si affrontano a compartimenti stagni. E, anche per lui, San Marino ha davanti una grande occasione. Marco Arzilli chiede fiducia e realismo. Invita ad insistere sulla legalità e ripete che indietro non si torna. Non ci sono scorciatoie, dice, anche se quando l’economia ripartirà potrebbero ricominciare delle tentazioni. Buone le notizie che arrivano dall’Italia ma, ripete, dobbiamo affermare la nostra collocazione internazionale. Francesco Mussoni guarda ad uno Stato troppo costoso. Serve, dice, sussidiarietà avviando un percorso di delega dallo Stato ai privati. E anticipa che porterà avanti un concetto di welfare innovativo. Iro Belluzzi ricorda i numeri della disoccupazione, assicura una attenzione particolare ai giovani e alle donne ma ricorda che questo viaggio dovrà essere accompagnato da una forte intesa con tutte le componenti della società e della politica per stringere insieme, dice, un patto di responsabilità. Giancarlo Venturini chiede a tutti umiltà e coraggio per intraprendere la strada indicata dal programma di governo. Stabilità e governabilità, ricorda, passano attraverso la condivisione. Giuseppe Morganti guarda a un nuovo rinascimento ma questo, sottolinea, parte dalla persona e dalla cultura. Non possiamo pretendere di lanciare una nuova fase iniziando dalla fine, vale a dire dalle banche. Critici i primi interventi dell’opposizione. Simone Celli non condivide la delega per un settore strategico come il turismo e invita a una riflessione sulla legge elettorale e le riforme istituzionali del 2005. Giovanni Lonfernini mette da parte la proposta di un governo di emergenza e vede una differenza titanica nell’analisi delle emergenze. Per Francesca Michelotti la grande coalizione esce non perdente ma battuta e il vecchio sistema mantiene salde ramificazioni in Consiglio.

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