Le reazioni della politica al decreto n.197: DML si conferma voce fuori dal coro in Maggioranza

Guarda all'importanza di prevenire situazioni che potrebbero mettere in pericolo economia e sistema sanitario, il Pdcs. “Nessuno vuole limitare la libertà delle persone – afferma Gian Carlo Venturini - ma bisogna tenere conto dell'impennata dei contagi e salvaguardare la salute dei cittadini, garantendo allo stesso tempo l'operatività delle attività economiche ed evitando di dover arrivare a misure ancora più restrittive”. Anche Rete accoglie il decreto “con la consapevolezza che sia stato dettato dalla vertiginosa crescita dei contagi nelle ultime settimane”. “In questo difficile momento – osserva Alberto Spagni Reffi - è necessario prendere decisioni anche complesse, utilizzando gli strumenti a nostra disposizione, per tutelare la salute dei cittadini e la tenuta del sistema sanitario”.

Controcorrente DOMANI Motus Liberi che critica la mancata condivisione e contesta misure che “non tengono in sufficiente considerazione – precisano - l’impatto sulla vita delle persone”. Lo strumento del green pass, troppo limitante la libertà di movimento e fruizione di servizi, “in uno Stato – puntualizzano – dove oltre l’83% dei vaccinabili si è vaccinato”. Vaccinazione che per DML resta determinante ma è sulla frequenza ed intensità delle interazioni interpersonali che occorrerebbe interrogarsi, di qui l'invito alla prudenza.

“Facciamo i politici, non siamo esperti di malattie e vaccini, ci rimettiamo quindi alla competenza dei sanitari”. Così Gian Nicola Berti (Noi per la Repubblica) secondo il quale finora si è cercato di salvaguardare il più possibile la normalità, “ma con l'aumento dei contagi – ribadisce - non si poteva non intervenire. E fra le soluzioni decise dai medici – manda a dire - abbiamo ritenuto di applicare proprio queste misure che sono le meno invasive per la libertà delle persone”.

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Riserve sul green pass anche dal gruppo misto di maggioranza, che lo ritiene inutile nella limitazione dei contagi. Per Grazia Zafferani, Sandra Giardi e Denise Bronzetti si è concretizzata la discriminazione tra persone vaccinate e non vaccinate: “quanto di più ingiusto – sostengono - in termini di coesione sociale”. E la partecipazione alle attività istituzionali in genere solo ai vaccinati, a chi ha anticorpi o con tampone negativo, è forse – si chiedono - preludio all’introduzione del green pass sui luoghi di lavoro?”

Intempestivo, non condiviso e illogico”, il decreto per Repubblica Futura. “Dal tana liberi tutti – sottolinea Nicola Renzi - si passa a misure più severe di quelle italiane, come ad esempio la mascherina sempre obbligatoria a scuola, e senza alcun preavviso agli operatori economici. Come sempre il governo – obietta - fa tutto da solo e lo fa male, molto male”.

Dall'opposizione, anche Libera guarda con preoccupazione alla curva dei contagi e teme che le misure intraprese si rivelino inefficaci sia perché tardive, sia perché contraddittorie e difficoltose nell'applicazione. “Basti pensare alle difficoltà di accesso alle strutture sanitarie che dovrebbero essere raggiungibili da tutti”. “La mancanza di una visione comune nella maggioranza – rileva Eva Guidi - non ha consentito la necessaria gradualità per gestire in anticipo alcuni aspetti. Auspichiamo – conclude – che tutto ciò non comprometta, anche quest'anno, le attività economiche e il periodo natalizio, oltre alla salute dei cittadini, soprattutto i più fragili”.

Rossano Fabbri, membro di minoranza nel gruppo misto, rincara la dose contro il Governo: “una gestione della situazione arrogante, dilettantesca e autoreferenziale” - afferma - il decreto è discriminatorio perché crea inutili differenziazioni tra vaccinati e non, in considerazione della trasmissibilità del virus anche da parte dei vaccinati. Si sarebbe dovuto intervenire prima rispetto agli italiani – rimarca -, imponendo da subito il rispetto delle regole del loro Stato. Non escludiamo il ricorso nelle sedi giurisdizionali per valutare ipotesi di aggravamento colposo dell'epidemia”.

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