CONSIGLIO GRANDE E GENERALE

Odg di Rete sul conflitto in medio oriente, sensibilità diverse sulle espressioni di condanna

Invettiva di Pedini Amati contro RF dopo essere stato criticato da Maria Katia Savoretti

In occasione della loro prima seduta consiliare del semestre i Capitani Reggenti Filippo Tamagnini e Gaetano Troina hanno indirizzato all'aula un messaggio invitando i consiglieri a svolgere il loro mandato con dedizione, rigore e senso del dovere. Auspicato anche che il confronto dialettico in aula non sfoci in atteggiamenti ed espressioni offensive. Richiamata la separazione dei poteri e attenzione ai giovani. “Oggi come non mai – ha sottolineato la Reggenza – il nostro paese sente il bisogno di un'alleanza tra generazioni con esigenze, prospettive e sensibilità diverse” e “il miglior modo per farlo” è che tutte le istituzioni siano esempio di coerenza e trasparenza in tutti i comportamenti. Tra i temi più trattati negli interventi che si sono succeduti, la guerra in medio oriente.

Come annunciato il Movimento Rete ha presentato un ordine del giorno che invita il Congresso di Stato a farsi promotore di iniziative che pongano la Repubblica di San Marino quale sede imparziale e permanente per la costruzione di un dialogo di pace, facendosi veicolo di un forte appello per aprire i corridoi umanitari, liberare gli ostaggi e arrivare quanto prima ad un cessate il fuoco. Emerse sensibilità diverse, non tanto sulle conclusioni, ma sulle premesse in relazione alle espressioni di condanna che, per esempio secondo Lorenzo Bugli del Pdcs, devono essere principalmente rivolte al gruppo terroristico di Hamas, mentre per altri come Guerrino Zanotti di Libera vanno indirizzate anche alla violenta reazione e alla condotta di Israele. Toni verbali molto accesi, in aula, da parte di Federico Pedini Amati, in replica all'intervento di Maria Katia Savoretti di RF che l'aveva aspramente criticato.

Il Segretario al Turismo ha preannunciato anche una conferenza stampa in merito alla positiva evoluzione della sua vicenda giudiziaria a Lucca, pur ribadendo la convinzione di essere stato vittima di infamanti accuse che in passato aveva definito “fuoco amico”.

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