Pensioni, Tamagnini: “Vogliamo contrattazione, non ci accontentiamo del confronto". Csdl pronta a scendere in piazza

Sindacati e Associazioni Consumatori chiedono di trattare assieme alla Riforma Previdenziale anche altri temi. Ugolini, Unas: “E' il modo migliore per giocare a rimbalzello”

C'è disponibilità al confronto, ma a patto che la riforma pensionistica venga collocata in un contesto più ampio di interventi. La posizione della Csdl, condivisa dalle altre sigle sindacali e dalle Associazioni Consumatori, è stata ribadita nel consueto appuntamento on line. I numeri portati al tavolo del confronto sono tristemente noti, c'è uno sbilancio pesante che minaccia la tenuta del fondo.

Prima si fa la riforma e meglio è”, concorda William Santi, ma senza che a rimetterci siano di nuovo dipendenti e pensionati. “I pensionati faranno la loro parte” – assicura Elio Pozzi- “ma la solidarietà deve riguardare l'intera comunità, non può essere una categoria a fare sacrifici per tutti gli altri”. Giuliano Tamagnini chiarisce, senza giri di parole: “Vogliamo fare contrattazione, non ci accontentiamo del confronto”. E se il Governo dovesse tirare dritto su una riforma non condivisa, la Csdl è pronta a scendere in piazza a settembre. “ Se sarà necessario lo sciopero lo faremo” - dice Simona Zonzini - “non solo per le pensioni ma anche per una riforma del lavoro che voglia riesumare l'interinale”. 

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Dalla Zonzini anche una riflessione politica: “diversamente da febbraio, quando otto membri di Governo illustrarono ciò che avrebbero fatto, ieri Ciavatta era solo. Non c'è una visione globale né un governo – rileva - ma solo dieci Segretari di Stato”. La Csdl invoca equità sociale e fiscale: “Quando si parla di fondi – dice Antonio Bacciocchi - è legittimo fare distinzioni. Non tutti hanno contribuito in maniera giusta. Il fondo lavoratori dipendenti è da poco in perdita mentre quello di commercianti ed artigiani lo è ormai da tanti anni”.

Per Unas, però, non siamo di fronte a fenomeni elusivi: “Il sistema è stato sempre generoso verso tutti e la gente ha pagato ciò che lo Stato ha detto di pagare”, spiega Pio Ugolini, che parla di “macro errore di tutta la politica nel valutare la prospettiva. Se è vero – aggiunge - che i fondi degli autonomi sono più in sofferenza, è altrettanto vero che gli autonomi sono quelli che pagano di più”. Sulla necessità di intervenire su più fronti, è una “conditio sine qua non” che gli artigiani non condividono: “È il modo migliore per giocare a rimbalzello” – dice Ugolini. Importante, per Unas, muoversi in fretta, perché “se pensiamo di cambiare quando tutto sarà perfetto – avverte - ci saremo mangiati quel margine di tempo che è dato dalle riserve dei fondi pensione. Finirle non significa solo mettere in discussione il sistema previdenziale ma anche quello finanziario”. Tra le proposte, nell'ottica di nuove risorse, un'accisa sui carburanti da destinare al sistema previdenziale.

Per Ucs occorre focalizzarsi, per sostenere il sistema, sull'allargamento della base imponibile, non tanto sui tagli che abbassano il potere di acquisto. “Non è possibile che per un conto meramente algebrico si vada sempre a colpire chi lavora da una vita alzando i tetti di età e abbassando le pensioni, senza tenere conto di chi non paga i contributi e non viene perseguito”, attacca Francesca Busignani. Non si considerano il costo della vita più alto e un mercato del lavoro dove spesso si viene considerati già vecchi a 35 anni. “Capisco che politiche espansive siano più difficili ma la decrescita felice non porta da nessuna parte”.

Su pensioni, fisco e rilancio del sistema bancario, Cdls torna a chiedere una “cabina di regia”. Sulla riforma previdenziale - puntualizza il Segretario Generale Gianluca Montanari - “impensabile voler forzare la mano ed i tempi”. Dice no a provvedimenti “stralcio”, invocando una riforma strutturale concertata, sostenibile ed equilibrata. Le spese assistenziali – scrive la Cdls – dovranno essere separate da quelle previdenziali. Fondamentale, poi, ripartire da FONDISS, per farla tornare ad essere una parte determinante a supporto delle future pensioni. Le possibili ipotesi di intervento – conclude il sindacato - dovranno essere socialmente sostenibili, graduali e dovranno tenere conto delle dinamiche legate ad occupazione, turnover lavorativo, rilancio di economia e sistema bancario.


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