Residenze: cosa cambia. Dalle aperture della Legge Sviluppo alle novità in Finanziaria

Per anni parlare di residenze a forensi è stato un tabù. L'apertura una piccola rivoluzione sociale. Dopo la legge del 2010 altri passi importanti sono stati compiuti e la “buona sfoltita ai vincoli” è stata segnalata anche da “Il Sole 24 ore”. “C'è uno sforzo in atto per attrarre investimenti – spiega Andrea Zafferani - consentendo agli investitori di potersi integrare nel paese, pagando le tasse qui senza la discrezionalità politica.”

Tre le tipologie di residenza: per investimenti produttivi; elettiva e “discrezionale”. Nella prima sono due i regimi in vigore: quello che dà diritto al welfare gratuito, introdotto nel 2013, che prevede investimenti di almeno 300.000 euro nell'acquisto di un immobile oppure in una garanzia reale data allo Stato (strumenti finanziari tipo conto corrente e obbligazioni) e almeno 5 dipendenti assunti dalle liste di avviamento al lavoro. Il secondo regime è stato introdotto dalla nuova legge sviluppo per facilitare piccoli investitori e non prevede welfare gratuito. Abbassa da cinque a tre il numero delle assunzioni. In caso di più dipendenti, almeno il 50% devono essere residenti. In alcuni settori da incentivare il numero può scendere a uno. Si abbassa anche l'investimento: 75.000 euro con garanzia reale da elevare entro due anni a 150.000 euro oppure investito nell'acquisto di un immobile. C'è un tetto di 50 concessioni all'anno esclusi i ricongiungimenti familiari. Poi c'è la residenza elettiva: richiede un investimento finanziario di 600.000 euro in un deposito infruttifero e vincolato per 10 anni in titoli emessi dallo Stato sammarinese o in un fondo istituito dall'Eccellentissima Camera. In caso di acquisto di immobile, l'investimento non può essere inferiore ai 500.000 euro. Dall'entrata in vigore ad agosto, è stata concessa residenza all'imprenditore saudita Mohamed Ali Turki, titolare dell'omonimo gruppo industriale, che ha acquistato l'intero pacchetto azionario di Banca Cis e una seconda richiesta è arrivata la scorsa settimana da un bolognese. La terza tipologia di residenza è a discrezione della commissione esteri.

Ulteriore apertura arriva dalla Finanziaria per la residenza ordinaria a 20 frontalieri all'anno con contratto a tempo indeterminato che abbiano lavorato in territorio per almeno 15 anni. Si attende il decreto. Novità anche per il permesso di soggiorno per motivi imprenditoriali, articolo della Legge Sviluppo inserito su proposta della Dc, che ha visto ulteriori modifiche in Finanziaria. È rivolto allo straniero socio per almeno il 25% o amministratore unico o presidente del cda di una società di capitali di diritto sammarinese (esclusi settori come quello turistico e commerciale). Dopo 183 giorni le tasse possono essere pagate a San Marino. Un permesso che può durare al massimo 5 anni. “Dopo – spiega Andrea Zafferani - o si converte in residenza per motivi economici oppure viene revocato. Un modo per fare partire le imprese ma anche fare sì che dopo un certo tempo si consolidino”.

MF

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