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Il bello della "Diletta"

Tre gaffes in una settimana... ma le si perdonano volentieri!

di Lia Fiorio
9 dic 2019
Il bello della "Diletta"

Sapete quando non è periodo? Decisamente non lo è per l'affascinante Diletta Leotta, volto noto della televisione italiana, specializzata in calcio. Ma si sa, l'errore è sempre dietro l'angolo. O meglio "gli" errori: tre in una settimana.

Cominciamo dall'inizio, la presentazione di Handanovic al Gran Galà del Calcio. «Per te è un'emozione essere per la prima volta qui sul palco».  Sbagliato! E' stato lo stesso portiere dell'Inter a farle notare che lui, quel premio, lo aveva già vinto tre volte. Il video finisce in rete e, addirittura, gli organizzatori sono costretti a scusarsi proprio con Diletta, scagionandola dalle accuse e scaricandole tutte sull'autore che ha compiuto l'errore.

Ed ora Lazio-Juventus, post partita con i tifosi biancocelesti felicissimi. Una vittoria pazzesca contro i campioni d'Italia: «Ed ecco i tifosi e la Curva che canta no i "Giardini di Marzo" di Venditti...». Naaa! In realtà è l'inno della Lazio che risuona in campo. E comunque se fosse stata davvero I giardini di Marzo sarebbe stata composta da Battisti, e non certo da Venditti! che sappiamo tutti essere storico tifoso giallorosso e autore di «Grazie Roma», uno dei brani che viene tradizionalmente eseguito alla fine delle partite casalinghe degli avversari della Lazio

Errore musicale, ci può stare, non abbiamo tutti Shazam nel cervello. Qualche minuto dopo qualcuno fa notare l'errore a Diletta che fa subito marcia indietro scusandosi. Paola Ferrari, la nemica storica della Leotta, partecipa su Twitter ai commenti al veleno e scrive: «Pronta per Sanremo...»

E arriviamo alla fine della serata. Federico Balzaretti sta commentando la partita e le parole di Milinkovic-Savic: «Il serbo ha detto che quando ha palla Luis Alberto, io vado...». E Diletta , evidentemente distratta: «Sì, vai vai» invitando il commentatore ad andarsene. Maa! l'ex terzino della Roma non voleva ovviamente andarsene nel mezzo della diretta, ma solo sapere se poteva continuare il discorso.

Ah, il bello della "Diletta"!