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Pogacar vola a cronometro e si prende il Tour de France

20 set 2020
Pogacar vola a cronometro e si prende il Tour de France

E' stato padrone per 3.476 chilometri, pedalati senza una smorfia e una goccia di sudore. Ne mancavano 6 a Primoz Roglic per vincere alla Indurain, apparentemente senza avversari e senza nemmeno faticare. E invece ha fatto tilt, smontato curva dopo curva, metro dopo metro dall'incedere di un piccolo grande robocop che ha fatto una crono all'attacco compreso il lusso di arrivare sprintando. Tadej Pogacar firma volando un'impresa senza precedenti. I 57 secondi che dividevano in classifica il vincitore in pectore dalla sorpresa erano già stati assorbiti in pianura. Quando è cominciata la salita, Roglic ha cambiato la bicletta, ma da papa era già retrocesso a cardinale. La lenta deriva ha portato al soprasso virtuale a 6 km dalla fine quando acido lattico, accenno di crampi e cattivi pensieri avevano azzerato la dopamina e bloccato la pedalata.

Pogacar scrive così la storia. Per trovare un vincitore così giovane alla Gran Boucle occorre sfogliare l'albo d'oro fino alla ingiallita pagina del 1904. Sono passati solo 116 anni, quella volta fu il povero Cornet. E oggi passerella in giallo per questo enfant prodige che ha fatto saltare il banco e forse inaugurato un'era. Tutto mentre una super crono ha consentito al vecchio Richie Porte di salire sul podio, terzo, prima volta per lui in un grande giro. E in un Tour molto poco azzurro si merita i complimenti Damiano Caruso, sempre nel vivo della corsa, grande a cronometro tanto da chiudere al decimo posto di una generale che alla vigilia era apparecchiata per ben altri protagonisti e che si trova invece abitata da questo 32enne ragusano della Bahrein Merida , professione gregario, orgogliosamente e meritatamente sotto il sole.