SENTENZA STORICA

La Corte UE "sdogana" la Superlega: "Uefa abusa di posizione dominante"

Aumenta il potere contrattuale delle società, non più a rischio sanzioni in caso di uscita dalle competizioni attuali.

A 28 anni dalla sentenza Bosman, la Corte di Giustizia UE torna a scuotere il mondo del calcio, riconoscendo un “abuso di posizione dominante” da parte di Fifa e Uefa. Di conseguenza aprendo alla SuperLega, che a questo punto, a breve, potrebbe divenire realtà, senza rischio di ripercussioni per giocatori e società aderenti.

La sentenza, come specificato nel testo stesso, non si pronuncia sul progetto specifico della Superlega, né ritiene necessaria la sua approvazione. La Corte osserva come l'organizzazione di competizioni calcistiche tra club debba rispettare le norme comunitarie sulla concorrenza. E che, a causa della loro natura arbitraria, le regole Uefa e Fifa su  approvazione, controllo e sanzioni devono essere considerate restrizioni ingiustificate alla libertà di fornire servizi. Abuso di posizione dominante appunto, ingiustificata, dice la Corte, in quanto non fondata su criteri adeguati a garantire trasparenza, obiettività, non discriminazione e proporzionalità, dati i possibili conflitti d'interessi.

Ma come funzionerebbe la Superlega? Si parla di un torneo da giocare a metà settimana – come le coppe UEFA – con 64 squadre divise in tre serie, con due promozioni/retrocessioni da una all'altra: Star League, Gold League (entrambe con due gironi da 8) e Blue League (4 gruppi da 8 e con 20 pass assegnati, annualmente, in base ai campionati nazionali, allentando quel sistema elitario che era uno dei punti più controversi del progetto). Alla stagione regolare seguirebbero i playoff, con le prime 4 di Star e Gold e le migliori due della Blue.

Un torneo che sarebbe trasmesso gratuitamente, come affermato da Bernd Reichart, Ad della società che sta dietro al progetto, la A22 Sports. Sdoganata la Superlega – e con la Uefa che non potrebbe più minacciare sanzioni ed estromissioni – si entra nella fase 3 del calcio. Come la sentenza Bosman aveva ingigantito il potere contrattuale dei calciatori – da allora titolari del cartellino alla scadenza del contratto – questa fa lo stesso con le società. Che, come già succede nel basket europeo, potranno, sulla base dei loro interessi, schierandosi per l'una o per l'altra realtà 

Ovviamente pro Superlega Real Madrid e Barcellona, le uniche rimaste fedeli alla linea da principio a fine e che potrebbero ricavarne un premio da un miliardo; c'è stata un'apertura anche dal Napoli, nemmeno considerato quando, all'inizio, era a circuito semi-chiuso. Contro si sono espressi, per ora, Bayern, PSG, Inter, Manchester United, Atletico Madrid, Roma. Oltre che il governo britannico, pronto a vietare per legge l'accesso alla Superlega alle sue squadre.

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