QUALIFICAZIONI EUROPEE

Ottima difesa, zero occasioni: il - buon - avvio di San Marino nella corsa a Euro 2024

I biancazzurri incassano solo 4 gol in due partite: ora, per alzare l'asticella, c'è da affinare la manovra.

4 gol incassati equamente divisi in due partite, un dato di base sufficiente per definire positivo l'esordio di San Marino nella corsa a Euro 2024. 0-2 e 2-0, così diversi e così uguali. Diversi nel peso specifico: allo Stadium con l'Irlanda del Nord, sulla carta l'appuntamento più abbordabile del calendario, era auspicabile che non finisse peggio; sul campo della Slovenia, capolista in solitaria grazie al suicidio della Danimarca in Kazakistan e al colpaccio della Finlandia a Belfast, va oltre le aspettative della vigilia. Uguali perché c'è tanto in comune nelle prestazioni di Serravalle e di Lubiana, composte di una fase difensiva di ottimo livello e una sterilità offensiva pressoché totale.

Tenere la Slovenia sul pari per 57' – nei tre precedenti da loro erano arrivati 15 gol – è il sunto dell'ottimo approccio di una squadra che, in 180', ha incassato solo su due disattenzioni in marcatura e su due sfortunate carambole. Benedettini, Rossi - nei suoi due primi tempi – Di Maio – anche al netto del'autogol – e Cevoli con la Slovenia: tante le prove individuali di spicco, ma è stato il meccanismo nel suo complesso a funzionare a dovere.

Allo stesso tempo, le zero occasioni in due partite – tolte le due viziate in partenza da fuorigioco – sono imputabili alla squadra in toto, non certo al duo Berardi-Nanni. A due anni esatti dall'ultima prova insieme, l'intesa è comprensibilmente da ricostruire col tempo, così come arriverà col tempo la miglior forma di Berardi, rientrato a gennaio dopo il doppio ko al crociato. Raramente la manovra li ha supportati a dovere e, al di là del fatto che il primo pensiero fosse non prenderle, qualcosa in più si doveva fare. Da questo punto di vista sarà fondamentale l'affermazione di Lorenzo Lazzari: già in queste prime partite il classe 2003 del Victor ha fatto vedere di avere quel qualcosa in più, rispetto ai compagni, nella gestione del pallone, unico tra loro a sembrare davvero a suo agio quando c'è da condurre l'azione.

Lazzari-Berardi-Nanni, aggiungendoci un Fabbri che nell'Olbia è ormai un esterno da 3-5-2 è su questi cardini che si dovrà lavorare, per alzare l'asticella anche sul piano offensivo. Così come sarà importante la personalità dimostrata da Nanni: il centravanti non cerca attenuanti ambientali, pretende di più da se stesso e lo ha detto a chiare parole. Un'assunzione di responsabilità che non è passata inosservata, tanto che la fascia di capitano, dopo il ko di Palazzi, è andata a lui.

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