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San Marino: l'agricoltura punta sul bio, dai vigneti al verde pubblico

di Mauro Torresi
15 set 2019
Il punto sul settore
Il punto sul settore

Il Titano ha scelto la direzione da seguire: convertire tutta l'agricoltura convenzionale in un regime biologico. È lo scopo del progetto del Governo “San Marino Bio” che dovrebbe essere realizzato in cinque anni. L'Ugraa ha presentato cifre e percentuali per spiegare quanto sia diffuso, ora, questo metodo di coltivazione in territorio. La superficie agricola in Repubblica occupa circa 2300 ettari dei 6119 totali. La quota più consistente viene usata per le foraggere (950 ettari), seguita dai cereali (460 ettari). 178 sono utilizzati per oliveti e 122 per i vigneti.

Proprio quella del vino è una delle categorie di peso a livello globale con sempre più consumatori, anche esteri, interessati al prodotto. I vigneti rientrano nella conversione bio: tra un anno si arriverà a 21,5 ettari eco-compatibili (il 18% del totale) e la percentuale sembra destinata a crescere. La varietà più coltivata a San Marino, nel complesso, è il Sangiovese. Negli oliveti il biologico rappresenta l'11% e sul fronte dei seminativi, come grano e erba medica, il 20%. Tutte le nuove colture bio sono in fase di 'adattamento' e avranno bisogno ancora di qualche tempo, circa 1 anno, per essere completamente 'green'.

Si va in questa direzione anche per i terreni da pascolo (27% bio) e per gli alveari (4%). Ma non solo: sul Titano anche per il verde pubblico si guarda all'ambiente: a Chiesanuova e Montegiardino, ad esempio, si sperimenta già la cura di aiuole e altri spazi senza utilizzo di pesticidi.