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Zavoli: Dg Romeo, "Ha dato corpo al servizio pubblico in tutti gli ambiti. Gli dobbiamo tutti aver creduto per primo in Rtv"

Dall' informazione alle istituzioni regionali e nazionali, dal mondo culturale a quello sportivo i tanti messaggi di cordoglio

5 ago 2020

Una voce unanime, di cordoglio, declinata nei diversi ambiti: politico, istituzionale, culturale, sportivo, si leva a ricordo dell' uomo e giornalista Sergio Zavoli. Il primo a credere nella San Marino Rtv, di cui firmò l'8 agosto del 1991, l'atto costitutivo, tra Eras e Rai. 

"Siamo ciò che restiamo negli altri. Questo è ancora più valido per chi raggiunge, per merito e per fortuna, un grande numero di 'altri". Il ricordo del Dg Carlo Romeo. "Sergio Zavoli non soltanto ha rappresentato il periodo più bello della televisione italiana. È stato il giornalista e il dirigente - entrambi ruoli magistralmente svolti nel servizio pubblico della RAI - che forse più di tutti ha dato corpo al servizio pubblico in tutti gli ambiti. Se la miglior qualità di un giornalista è vedere subito la realtà nel suo insieme per quanto complessa e apparentemente invisibile possa essere, Zavoli aveva questo dono all'estrema potenza. Che si trattasse di far parlare un capo di stato, un terrorista pluriomicida o un ciclista stravolto dalla fatica, sapeva trovare e far conoscere al pubblico storia e contesto che erano il cuore della realtà raccontata. Romagnolo in tutto, amava la sua terra e San Marino. Gli dobbiamo tutti aver creduto per primo in Rtv che peraltro senza di lui forse non avrebbe mai visto la luce. Ci mancherà come ci stanno cominciando a mancare moltissimi di quelli della sua generazione, soprattutto a chi ha avuto modo di conoscerli".

"Il giornalismo italiano perde uno dei suoi maestri. Il congedo di Zavoli - come lui stesso lo definiva - sarà occasione per ripensare la sua eredità, per ricordare l'originalità e la qualità dei suoi lavori più importanti, per trarre spunti e ispirazione dal suo stile, dalla sua etica professionale, dalla sua grande forza narrativa capace di andare in profondità e di cogliere l'umanità che sta dietro gli eventi e i protagonisti" è il ricordo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella

''La scomparsa di Sergio Zavoli rappresenta una perdita incolmabile non solo per la Rai, con la quale la sua storia professionale e personale è profondamente intrecciata, ma per tutto il Paese''. Lo scrivono in una nota il presidente della Rai Marcello Foa e l'amministratore delegato Fabrizio Salini.

Per il presidente dell'Ordine dei Giornalisti Carlo Verna, "Uno straordinario maestro di Giornalismo, che ha coniugato la professione al massimo livello con la disponibilità a dare insegnamenti verso chi desiderava accedere al mondo dell'informazione. Finchè la salute glielo ha consentito ha svolto la sua prolusione ai corsi che l'Ordine nazionale promuove da anni a Fiuggi, attirando l'attenzione e l'ammirazione di quanti vi partecipavano a cominciare da noi che li organizzavamo.

"Alla nostra Regione, lo voglio ricordare, ha fatto un dono grandissimo", ricorda il presidente dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini, "Dal 2004 al 2017 ha presieduto la Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati: strumento di sostegno vero, sia morale che economico, per chi ha subito e sofferto reati particolarmente efferati. E anche in questo ruolo ha messo tutto se stesso, e il suo forte senso della giustizia e della verità".

"Oggi il nostro Paese, e la comunità della provincia di Rimini in particolare, piange la scomparsa di un grande uomo che ha attraversato la storia, dal secondo dopoguerra ad oggi, raccontandola in quel modo mirabile che ne ha fatto un modello esemplare per tutti i ricercatori appassionati e rigorosi della verità. Se ne è andato Sergio Zavoli, un gigante assoluto della nostra epoca". Così Riziero Santi, presidente della Provincia di Rimini

''Una perdita enorme per la cultura italiana, un fortissimo dolore personale. Così il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini. "Zavoli è stato un riferimento e un maestro per intere generazioni di giornalisti, ma è stato anche narratore, uomo di cinema, poeta, parlamentare. Io ho potuto diventarne amico e mi mancheranno la forza tranquilla della sua saggezza, la quiete della sue parole, la saldezza dei suoi valori". 

"Aveva nel cuore la Costituzione, la libertà di informazione, il servizio pubblico e il rispetto per le parole che, nelle sue inchieste, non si sono mai trasformate in pietre". Cosi Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana, ricordano Sergio Zavoli.