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Conto Mazzini: in appello potrebbero essere radicalmente ridotti i 775 milioni di euro di confische per equivalente

La sentenza "Chironi" fa giurisprudenza: rinviato un processo di primo grado per riciclaggio

di Luca Salvatori
17 set 2019
Aula di TribunaleIl punto di Luca Salvatori
Il punto di Luca Salvatori

Alcune sentenze d'appello, come quella “Chironi”, potrebbero avere effetti – in tema di confische per equivalente - anche sul secondo grado del Processo Conto Mazzini, in calendario il prossimo 10 ottobre.

In primo grado il processo conto Mazzini si è chiuso con condanne complessive ad oltre 125 anni di carcere e richieste di confisca per equivalente fino a 775 milioni di euro. Una cifra che potrebbe essere radicalmente ridimensionata se la giurisprudenza, applicata di recente nel processo d'appello “Chironi”, venisse confermata. Il giudice d'Appello Caprioli, infatti ha disposto la confisca di quanto già posto sotto sequestro a Chironi – circa 19 milioni di euro – ma ha revocato la confisca per equivalente fino ad 83 milioni di euro, che era stata decisa in primo grado. Alla base della decisione l'accoglimento di una richiesta della difesa secondo la quale la confisca per equivalente deve riguardare solo il profitto derivante all'imputato, dal riciclaggio, “senza computare in detto importo il montante delle somme oggetto del riciclaggio”.

In considerazione di tutto ciò oggi è stato lo stesso procuratore del fisco Roberto Cesarini a richiedere, durante un processo di primo grado per riciclaggio nei confronti di Erik Giardi e Paolo Duma, “gli approfondimenti del caso” da parte dell'Aif, paventando la possibilità che altrimenti, in caso di condanna, “nessun provvedimento ablativo potrebbe essere adottato”. A seguire l'avvocato difensore Gianna Burgagni ha segnalato di aver già chiesto in cancelleria penale la sentenza Chironi, per poterne avere contezza ed esercitare il diritto di difesa, ma ha lamentato di non averla ottenuta perché doveva essere “anonimizzata e non c'erano i tempi per farlo”. Il Commissario della Legge Battaglino ha quindi disposto un rinvio, con due possibili date.