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Tribunale: 50enne sammarinese condannata a 2 anni e 4 mesi prigionia per spaccio di cocaina

Giornata di attività intensa in Tribunale. Davanti al Giudice Buriani svariati procedimenti in materia di stupefacenti

29 giu 2020
Tribunale San Marino
Tribunale San Marino

Più volte è stato detto di quanto sia diffuso, in territorio, il consumo di droga. E di come non sia esclusivamente legato a situazione di disagio giovanile; ma riguardi trasversalmente la società sammarinese. L'ennesima riprova è venuta dalle udienze di oggi, con imputati di ogni età ed estrazione sociale. L'unico caso in cui, ad essere contestato, era lo spaccio, e non la semplice detenzione per uso personale di stupefacenti; era il procedimento contro una 50enne sammarinese; già finita nei guai – nel 2012 – per una vicenda simile. In questa occasione gli inquirenti le contestavano la vendita di cocaina, in più occasioni, ad un paio di “clienti”; lo smercio sarebbe avvenuto nel garage dell'abitazione dell'imputata o in altri luoghi concordati. Si trattava di episodi – ha affermato la Difesa -, più “a livello amicale”, che “a scopo di lucro”. Sottolineata anche la confessione spontanea resa dalla donna; che “ha scagionato – ha aggiunto il legale – una persona che oggi sarebbe stata forse condannata ingiustamente”. Ad avviso dell'avvocato, insomma, le circostanze attenuanti sarebbero state prevalenti; con la possibilità di concedere la sospensione condizionale. Beneficio non riconosciuto, invece, dal Giudice Buriani, che ha condannato la 50enne a 2 anni e 4 mesi di prigionia.

Inflitta invece una pena di 6 mesi - ma con la condizionale - all'esito di due veloci processi contro un 23enne di origini francesi, ed un ragazzo di 29 anni nato in Polonia. Il primo era stato trovato in possesso di una modica quantità di hashish e poco meno di 7 grammi di marijuana; l'altro deteneva appena 0,3 grammi di quest'ultima sostanza. Più consistente il rinvenimento di “erba” nell'abitazione di un 29enne di Domagnano: più di 30 grammi; tanto che inizialmente la Gendarmeria aveva ipotizzato anche lo spaccio. Ma la conferma non è mai arrivata, ha ammesso un ufficiale del Corpo. “Spero mi venga concessa una nuova possibilità”, ha detto dal canto suo il giovane, che ha assicurato di aver voltato pagina. Il Commissario della Legge ha deciso infine per una condanna a 9 mesi di prigionia, come richiesto dal PF; con la possibilità, per il ragazzo, di richiedere in fase di esecuzione l'ammissione all'esperimento probatorio: fallito invece in precedenza.

Chi invece ha seguito con puntualità le prescrizioni di questo istituto, risultando sempre negativo alle analisi, è stato un 37enne di Borgo, al quale nel 2016 era stato sequestrato 1 grammo e mezzo di cocaina. Una buona volontà premiata dal Giudice Buriani con il perdono giudiziale. Dal Commissario della Legge anche i complimenti, per la serietà mostrata. A processo anche un giovane di Dogana, per la detenzione per uso personale di una piccola quantità di marijuana. Il 21enne era stato ammesso all'esperimento probatorio già in fase inquirente, ma non l'aveva neppure iniziato. Per lui è stata decisa una pena di 4 mesi di prigionia, con il beneficio della sospensione condizionale.

Infine il caso di un 65enne di Serravalle, che nel 2017 – a quanto pare – reagì nel peggiore dei modi ad una sanzione per divieto di fermata. L'uomo avrebbe infatti inveito contro l'agente della Polizia Civile che accertò l'infrazione, minacciandolo e spintonandolo; per poi offendere anche due colleghi dell'agente e l'intero Corpo di Polizia. Contestata anche la manifesta ubriachezza in luogo pubblico. Ma l'imputazione, ad avviso della Difesa e dello stesso PF, sarebbe stata generica. Da qui un'ordinanza che ha disposto la restituzione degli atti al Giudice inquirente, per le determinazioni di competenza.